BORSA MILANO torna positiva, bene banche, petrolio, scivola Saipem

giovedì 4 febbraio 2016 13:08
 

MILANO, 4 febbraio (Reuters) - In una giornata volatile Piazza Affari tenta nuovamente il rimbalzo fallito nelle prime fasi della seduta ma in uno scenario di mercato che resta vulnerabile e tendenzialmente negativo.

Gli operatori parlano di una borsa molto tecnica e, in assenza di notizie che possano imprimere una direzione precisa, rivolgono le attenzioni alle configurazioni grafiche con un occhio ai movimenti del petrolio e all'andamento del cambio euro/dollaro.

"La speculazione che gioca al ribasso ha spinto l'indice FTSE Mib in area 17.200 punti ma poi, grazie anche alla tenuta dell'indice Dax di Francoforte, sono ripartite le ricoperture fino a portare l'indice milanese sopra 17.400 punti", commenta un trader.

Secondo l'operatore "solamente il raggiungimento del livello chiave di 17.800 potrebbe fare girare il mercato, ma dopo il sell-off visto in questi giorni è difficile che cambi il trend".

** Alle 12,50 circa l'indice FTSE Mib sale dello 0,4%, l'AllShare guadagna lo 0,24%.

** Il benchmark europeo FTSEurofirst 300 avanza dello 0,1%.

** A condizionare i movimenti dell'indice sono sempre i bancari, sulle montagne russe. L'indice del settore in Italia risale la china e guadagna l'1% con INTESA (+3,2%) alla testa del comparto. BANCO POPOLARE e POP MILANO guadagnano rispettivamente lo 0,6% e l'1% circa mentre stringono i tempi della trattative per quella che potrebbe essere la prima fusione del 2016 nel settore delle popolari. MPS ultimamente al centro di forti scossoni borsistici, sale dello 0,8%.

** MEDIASET balza del 4,3% circa sostenuto dalle dichiarazioni dell'AD Piersilvio Berlusconi che ha parlato di segnali positivi sul fronte della raccolta mentre su Premium, pur sottolineando che non ci sono trattative concrete, ha ammesso l'esistenza di colloqui informali.

** Tra i petroliferi e settori collegati, ENI sale del 2%, più forte TENARIS a +4,5% sulla scia del rally del greggio che attiva a superare i 35 dollari al barile. Diverso il discorso su SAIPEM, tagliata da Morgan Stanley a "underweight", in calo del 4,5% mentre i diritti dell'aumento da 3,5 miliardi fortemente diluitivo sono in asta di volatilità dopo un crollo di quasi il 50%.   Continua...