Ue chiede accelerazione rimborsi fiscali cross-border da 2017 - documento

mercoledì 20 gennaio 2016 15:36
 

LONDRA, 20 gennaio (Reuters) - I Paesi dell'Unione europea dovranno introdurre dall'anno prossimo nuove norme per la velocizzazione dei procedimenti di rimborso fiscale delle operazionei transfrontaliere, nel quadro di un generalizzato migliore funzionameno dei mercati finanziari che contribuisca al rilancio della crescita economica.

Lo si legge in un documento redatto dalla Commissione, il cui obiettivo è la semplificazione della 'ritenuta d'acconto' su obbligazioni o azioni sottoscritte in un paese Ue da un investitore di un altro paese comunitario. I dossier fiscali sono in generale i più delicati da discutere in sede Ue e tendono a far scaturire polemiche tra posizioni dei singoli paesi.

L'esecutivo aveva peraltro anticipato di essere favorevole a una riforma sulla ritenuta d'acconto, la cui armonizzazione meglio si inserirebbe nel mercato unico dei capitali potenziando gli investimenti cross-border.

Il fallimento dei tentativi finora messi a punto si è spesso tradotto in una doppia tassazione sugli investimenti cross-border - una nel paese di residenza e una seconda dove si è svolta l'operazione.

Anche nel caso di trattati bilaterali - si legge nel rapporto Ue - in molte occasioni l'imposta fiscale è di fatto stata doppia, con tempi di rimborso talmente dilatati da disincentivare i ricorsi nei confronti di una burocrazia immobile.

Per gli investitori i costi del sistema dei rimborsi sono stati stimati a 8,4 miliardi di euro, 5,47 miliardi soltanto di mancati sgravi.

"La complessa procedura sulle ritenute fiscali è uno dei principali ostacoli per gli investimenti cross-border" si legge nel documento dell'esecutivo.

"Questo erode i margini per gli investitori e contribuisce alla frammentazione dell'industria europea dell'asset management" aggiunge.

Un sistema razionalizzato aumenterebbe il prodotto interno lordo dell'Unione di 3,4 miliardi - lo 0,028% l'anno.   Continua...