20 gennaio 2016 / 12:05 / tra 2 anni

Mps, continua forte calo su bond, vendite si estendono a altre banche

MILANO, 20 gennaio (Reuters) - È ancora una seduta pesante sul mercato per i bond di Mps, con effetti negativi anche per le obbligazioni degli altri istituti italiani, inclusi quelli più solidi.

Come nei giorni scorsi sono soprattutto i subordinati a soffrire, di pari passo col crollo del titolo a Piazza Affari, in un mercato che gli operatori definiscono “assolutamente illiquido” e fatto principalmente dalle vendite dei retail.

“Dubito che un istituzionale riuscirebbe a concludere un deal a questi prezzi” spiega un trader obbligazionario.

Attorno alle 12,30, a fronte di un tonfo del titolo in Borsa del 18%, il bond subordinato Mps settembre 2020, cedola 5,6%, cede altre 10 figure scendendo al prezzo di 51,50, con un rendimento ormai al 24%; a inizio gennaio rendeva in area 7,5%.

Va un po’ meglio per Carige, nonostante il calo delle azioni di circa 10 punti percentuali: il bond subordinato dicembre 2020, cedola 7,321%, arretra di quattro figure, per un rendimento vicino al 17,5%. Sensibile anche il calo sul subordinato novembre 2020 di Banco Popolare , cedola 6%, : il ribasso in questo caso è di quasi tre figure, con un rendimento che si mantiene tuttavia su livelli meno elevati, al 7,3%.

BOND UNICREDIT IN CALO, INTESA TIENE

Per quel che riguarda i nomi più solidi, perdite più consistenti si registrano sui subordinati di Unicredit rispetto a quelli di Intesa Sanpaolo.

“La curva di Intesa è quella che tiene meglio oggi, mentre Unicredit soffre” prosegue il trader. “Le ragioni sono due: Unicredit è tra le banche cui la Bce ha chiesto nuove informazioni sui crediti in sofferenza e Intesa no; poi Unicredit ha una quota notevole di subordinati collocati presso il retail, a differenza di Intesa”.

Il subordinato Unicredit aprile 2021, cedola 6,125% cede 2 figure, con un rendimento in area 4,50%, contro il 3,10% cui trattava ad inizio anno. Il subordinato Intesa luglio 2020, cedola 5,15%, limita il calo a mezza figura, per un rendimento del 3,2%, comunque in lieve risalita da area 2,6% di inizio anno.

“È urgente una soluzione sulla questione della bad bank, il mercato non si può permettere ancora tante sedute come queste” conclude l‘operatore.

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