19 gennaio 2016 / 13:22 / tra 2 anni

Banche Italia ancora sotto pressione in borsa dopo richieste Bce su Npl

MILANO, 19 gennaio (Reuters) - Dopo un breve tentativo di rimbalzo prosegue il sell-off sui bancari italiani, anche se oggi più concentrato sui titoli dei sei istituti che sono stati contattati dalla Bce per un‘indagine sui crediti deteriorati.

Il mercato teme un‘ondata di rettifiche sui bilanci bancari e rischi di extra svalutazioni legati ad eventuali cessioni di Npl, con ripercussione sui livelli di capitale.

E in generale, sottolineano gli analisti, la nuova incertezza regolamentare potrebbe avere conseguenze inattese e impatti non previsti sul fronte della raccolta e della solidità patrimoniale, oltre ad ostacolare potenzialmente i tempi dell‘M&A tra le banche di medie dimensioni.

A Piazza Affari si sta consumando dunque un‘altra giornata di passione per Mps, alle 14,00 circa in calo del 6,3% così come per Banco Popolare che perde il 6,2%.

Pagano pegno anche Pop Emilia (-4,3%), Unicredit (-2,5%) e Carige (-6,4%) le altre banche, oltre a Pop Milano (in recupero a +0,12%) a comunicare ufficialmete che la Bce ha chiesto una serie di informazione relative al loro portafoglio credito deteriorati.

L‘indagine, parte dell‘attività di vigilanza continua dell‘istituto centrale sulle banche europee, punta a valutare le strategie, il governo, i processi e la metodologia usati dalle banche nel campo degli Npl, hanno spiegato le banche.

Un portavoce della Bce ha specificato che richiesta di informazioni aggiuntive sugli Npl da parte della Bce è stata fatta anche ad altre banche della zona euro ed è una pratica di supervisione standard.

Altre banche, tra cui Intesa Sanpaolo (+2,6%) Mediobanca (+2,4%), Pop Sondrio (+1,5%) e Credem (+4,1%) hanno invece comunicato di non aver ricevuto nessun avviso da parte della Bce sulla verifica sugli Npl. Lo stesso Ubi, che però in borsa perde l‘1,7%.

“E’ probabile che il mercato sconterà, per le banche coinvolte in questa ispezione, rischi di svalutazioni extra legati ad eventuali cessioni”, commenta Equita Sim in un report.

Secondo il broker “ipotizzando che il processo in questione si concluda con la necessità di vendere il 20% degli Npls ad un prezzo di 20 cents (ie coverage da 57% a 80%) le banche in questione registrerebbero un impatto negativo di 130bps sul CET1”.

PER ANALISTI POCA CHIAREZZA SU PANEL BCE

La logica con la quale sono state selezionate le banche in questa nuova fase di vigilanza non appare del tutto chiara agli analisti.

Anche guardando ad una serie di indicatori sul capitale, dimensioni e asset quality non ci sono ragioni univoche “suggerendo che la revisione in corso potrebbe essere parte di una verifica da parte della Bce che le banche siano adeguamente attrezzate con persone, processi e piani per far scendere gli Npl nei prossimi anni”, commenta Mediobanca Securities.

Ad esempio i nomi selezionati ad oggi includono infatti, ricorda il broker, sia banche con Texas ratio alto (Mps, Banco Popolare) che basso (Bpm) rispetto al contesto italiano; banche con un basso cuscinetto di capitale sui livelli Srep (Mps, UniCredit) ma anche con un gap più consistente (Bpm, Banco Popolare, Bper).

Relativamente ai livelli copertura ci sono sia banche con un coverage sugli Npl alto (Unicredit e Mps) che relativamente basso (Banco Popolare).

Secondo Equita Sim sarebbero determinanti fattori più qualitativi come ad esempio la qualità dei dati e dei processi. “visto che ad esempio Ubi, che presenta sulla carta un profilo di rischio superiore (v. coverage 39% e Texas ratio 131%), non è interessata al momento all‘ispezione”.

Il texas ratio è il rapporto tra i crediti deteriorati e il capitale (più riserve).

Mediobanca Securities è comunque perplessa in merito alle informazioni aggiuntive che la Bce potra ottenere “dopo aver trascorso gli ultimi diciotto mesi a raccogliere dati per gli Aqr, gli stress test e la regolare attività di vigilanza”, sottolinea in un report.

NODO BAD BANK DI SISTEMA

Il tema delle sofferenze, ricordano inoltre gli analisti, è legato alla questione della bad bank di sistema, oggetto di dibattito tra il governo italiano e Bruxelles.

“Il settore bancario domestico resta molto vulnerabile al tema dell‘asset quality, specie in assenza di una chiara e definitiva soluzione di sistema al problema del peso delle sofferenze” commenta Icbi in una nota.

Secondo Mediobanca “l‘opposizione della Commissione Europea a creare una bad bank italiana, nel momento in cui molti partner europei hanno sia creato un veicolo sponsorizzato dal governo o fornito aiuti per i salvataggi delle banche, è un chiaro ostacolo al tentativo da parte dell‘Italia di digerire 200 miliardi di Npl”.

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