12 gennaio 2016 / 17:58 / tra 2 anni

Bpm, al lavoro con B.Popolare per accordo entro febbraio-marzo, sullo sfondo Ubi - fonti

di Andrea Mandalà e Gianluca Semeraro

MILANO, 12 gennaio (Reuters) - Pop Milano e Banco Popolare stanno lavorando intensamente per cercare di arrivare a un accordo su una fusione alla pari già entro febbraio o al più tardi a inizio del mese successivo.

Lo riferiscono alcune fonti vicine alla situazione aggiungendo che l‘ipotesi di un‘integrazione Bpm-Ubi rimane sul tavolo ma in posizione più defilata.

“Oramai è tanto che i colloqui vanno avanti e i tempi per giungere a una conclusione non sono più così lunghi. Si lavora per vedere di mettere i sigilli sugli elementi fondamentali di un accordo”, spiega una fonte.

Secondo le fonti il dossier più caldo, e che sta registrando una più marcata accelerazione, è quello tra Pop Milano e Banco Popolare, operazione che presenta una maggiore facilità come ‘merger-of equals’ anche se un accordo sulle valutazioni non è del tutto scontato.

Bpm ha una capitalizzazione di 3,7 miliardi di euro circa con attivi totali al 30 settembre di 49,5 miliardi, mentre Banco Popolare capitalizza poco più, quasi 4 miliardi, con asset per oltre 123 miliardi. La differenza negli asset è tuttavia compensata da uno squilibrio a favore di Milano sui crediti deteriorati netti.

Ubi capitalizza 5 miliardi e a fine settembre contava asset per circa 116 miliardi.

“Un merger-of equals tra Bpm e Banco Popolare significherebbe riconoscere ai milanesi un premio di soli 300 milioni e questo è fattibile”, commenta una fonte. Al contrario, un‘integrazione Ubi-Bpm sarebbe di fatto “un‘acquisizione secca” da parte della banca guidata da Victor Massiah.

Quanto ai tempi l‘obiettivo è arrivare a un accordo tra febbraio e marzo e comunque prima della trasformazione in Spa.

“Le prossime settimane sono quelle decisive, l‘obiettivo è di riuscire a comunicare un accordo già subito dopo l‘approvazione dei conti”, secondo una fonte.

Un‘altra fa notare che entro febbraio la situazione dovrebbe essere chiara “nel bene o nel male”.

Per ciò che riguarda la sede l‘opzione Milano sarebbe la più probabile perchè ritenuta imprescindibile in Bpm anche se a Verona sarebbero più propensi per una soluzione doppia.

Più agevole sembra il discorso governance con Giuseppe Castagna destinato ad essere l‘AD del nuovo gruppo, e Carlo Fratta Pasini presidente, nel caso di sistema monistico.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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