12 gennaio 2016 / 11:15 / tra 2 anni

Banche, Mps e Carige sulle montagne russe dopo ultimi crolli

MILANO, 12 gennaio (Reuters) - Seduta volatile a Piazza Affari per i titoli Mps e Carige dopo gli ultimi pesanti cali legati al clima di forte incertezza e che, nel settore bancario, ha preso di mira gli istituti considerati più fragili sul fronte patrimoniale e dell‘asset quality.

Dopo un tentativo di rimbalzo in avvio e una nuova caduta i due titoli, che ieri avevano sottoperformato il mercato con una perdita rispettiva dell‘11,3% e del 13,6% ai nuovi minimi storici, a fine mattinata rialzano la testa.

Poco dopo le 12,00 Mps guadagna il 2,7% a 0,95 euro, mentre Carige mette a segno un rimbalzo violento del 10,4% circa a 0,984 euro.

Gli scambi sono intensi anche se, per quanto riguarda Mps (60,3 milioni di titoli contro una media mensile di 55 milioni)sono frenati dal divieto Consob di vendite allo scoperto per la seduta di oggi a causa della variazione di prezzo registrata ieri superiore alla soglia del 10%.

Particolarmente forti i volumi su Carige, pari a 27,7 milioni di titoli su una media di 8,7 milioni.

Carige non è stata soggetta al divieto di vendite allo scoperto in quanto, non rientrando nella lista dei cosidetti titoli liquidi e non facendo parte del FTSE Mib, il regolamento comunitario sullo short selling fissa una soglia del 20% per fare scattare il provvedimento.

Ieri in serata la banca ligure ha emesso un comunicato stampa, ribadendo la propria solidità patrimoniale e finanziaria e attribuendo il ribasso del titolo a operazioni speculative non correlate all‘andamento operativo del gruppo.

“Gli investitori ritengono ancora fragili le posizioni patrimoniali dei due gruppi”, dice in una nota Icbpi che ricorda come i due titoli già in fasi passate di forte turbolenza dei mercati hanno evidenziato una decisa sottoperformance.

Sul fronte patrimoniale il broker sottolinea il “gap piuttosto contenuto” tra i livelli attuali di Cet 1 e i target minimi chiesti dalla Bce nell‘ambito dello Srep.

Al 30 settembre Mps aveva un Cet1 phased-in del 12% contro il 10,2% che l‘istituto deve mantenere dal 1 gennaio 2016 (a partire del 31 dicembre prossimo la soglia minina salirà al 10,75%.

Per Carige il Cet1 è al 12,2% phased-in (12% in termini fully loaded) superiore al target dell‘11,25% richiesto dalla Bce nell‘ambito del processo Srep.

Bisogna ricorda che Mps e Carige hanno effettuato aumenti di capitale rispettivemente per 3 miliardi e 850 milioni, dopo le bocciature del comprehensive assestmet delle Bce nel 2014.

Le nuove regole del bail-in hanno inoltre richiamato l‘attenzione degli investori sulla soldità patrimoniale delle banche.

Sul fronte della qualità dell‘attivo, Icbpi ricorda l‘incidenza dei crediti deteriorati netti sul patrimonio netto tangibile, soprattutto per quanto riguarda Mps (248% a fine settembre).

“Le due banche restano in piena fase di ristrutturazione operativa e forse il mercato teme che un deterioramento delle performance della gestione ordinaria, unito a qualche ulteriore forte svalutazione del portafoglio crediti, possa riaprire il timore di nuovi aumenti di capitale”, aggiunge Icbpi.

Tra le altre motivazioni alla base dell‘incertezza sui due titoli vi è anche un raffreddamento dell‘appeal speculativo legato all‘atteso processo di M&A nonché lo stallo del piano del governo sulla creazione della bad bank.

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