BREAKINGVIEWS-Telecom, saga brasiliana banco di prova per armonia in cda

venerdì 8 gennaio 2016 16:33
 

(Gli autori sono editorialisti di Reuters Breakingviews. Le opinioni espresse sono personali)

di Neil Unmack e Fiona Maharg-Bravo

LONDRA/MADRID, 8 gennaio (Reuters Breakingviews) - La saga dell'm&a brasiliano che circonda Telecom Italia sarà un test dell'armonia all'interno del nuovo cda. Malgrado le smentite, la speculazione che Telecom potrebbe fondere la controllata brasiliana con la concorrente locale sta prendendo piede. Un giocatore chiave è l'azionista di Telecom Italia Vivendi. Il rischio è che quest'ultimo sia a favore di un deal rapido, mentre potrebbe non esserlo il management di Telecom.

Il consolidamento è oggetto di discussione in Brasile, dove il settore delle telecomunicazioni necessita investimenti elevati e i modesti profitti sono spartiti fra quattro gruppi. L'ultima notizia, riportata da Reuters, è che il gruppo italiano ha trattative in corso per un merger tra Oi, società brasiliana caratterizzata da un forte debito, e TIM Participacoes , di cui Telecom controlla il 67%. Arriva a poche settimane dall'assemblea dell'operatore italiano in cui Vivendi, controllata da Vincent Bolloré, ha ottenuto quattro posti in consiglio.

Un'uscita diretta dal Brasile potrebbe essere preferibile per Telecom, ma le attuali valutazioni sono depresse. TIM tratta otto volte gli utili attesi per il prossimo anno, secondo dati Eikon, quasi la metà della media storica. Questo rende una fusione, anche se complicata, più probabile. Oi è inoltre eccessivamente indebitata, con il debito pari a oltre cinque volte l'EBITDA di quest'anno. E il solo accordo sul tavolo è complesso, con LetterOne, il veicolo per gli investimenti del miliardario russo Mikhail Fridman, che inietterebbe 4 miliardi di dollari in Oi, riducendo il debito per facilitare un merger. Questo potrebbe portare a una divisione del potere tra Telecom e LetterOne. Il management della società italiana non sembra però volere assolutamente questo.

Comunque, una forma di integrazione con Oi ha molto senso, anche come preludio a un'uscita. Porterebbe sinergie di costo e a un network per la rete fissa, riducendo le necessità di investimento di TIM. Telecom potrebbe poi gradualmente vendere la sua quota a un multiplo più alto, una volta avviata la ripresa del Brasile. Molto dovrebbe accadere: Oi deve ridurre il debito, e il Brasile deve chiarire gli obblighi del gruppo in materia di investimenti.

Vivendi non ha detto quale opzione preferirebbe. Il gruppo francese ha venduto da poco il carrier brasiliano GVT, quindi potrebbe non vedere valore a lungo termine in Brasile. Potrebbe anche avere altre intenzioni su Telecom Italia - come un merger con un altro player che favorisca una veloce soluzione in Brasile. Con tutte queste ipotesi sul tavolo, il Brasile si appresta a diventare il primo test della coesione del nuovo cda.

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