Ferrari, Exor ha vincolato quota a patto, ma può vendere - filing

giovedì 7 gennaio 2016 11:28
 

MILANO, 7 gennaio (Reuters) - Exor, holding della famiglia Agnelli, e Piero Ferrari hanno vincolato le loro partecipazioni in Ferrari a un patto di sindacato, ma la holding della famiglia Agnelli è di fatto libera di cedere la sua quota un terzo, anche senza l'assenso del partner.

Lo si legge in un filing alla Sec che ha la data del 4 gennaio, giorno successivo alla scissione di Ferrari dalla controllante Fiat Chrysler (Fca).

Exor ha infatti un diritto di prelazione sulla quota del partner, mentre Piero Ferrari ha un diritto di prima offerta.

Se fosse Exor a cedere, Piero Ferrari ha diritto a fare un'offerta cash, vincolante, non condizionata (al di là delle necessarie autorizzazioni di legge) e irrevocabile. La holding della famiglia Agnelli potrà in ogni caso rifiutare e procedere con l'eventuale vendita a terzi, se il prezzo di cessione è superiore al prezzo offerto dalla famiglia Ferrari.

Se Piero Ferrari decidesse di dismettere o ricevesse un'offerta avrà l'obbligo di informare Exor, che ha un diritto di prelazione e potrà acquistare tutta la sua quota a un prezzo pari a quello offerto da terzi.

La famiglia intende rimanere azionista. Se infatti Ferrari NV, la società quotata che detiene il 100% della società operativa Ferrari, dovesse cedere tutte le sue azioni a un terzo, le parti si impegano a fare in modo che la famiglia torni a essere azionista della società.

Il patto di sindacato vincola le azioni ordinarie e le loyalty shares detenute dalle parti alla data della separazione da Fca e "in qualsiasi momento successivo, di volta in volta, acquisite in qualunque forma", dice il filing.

Le parti agiscono in concerto, ma beneficiano dell'esenzione dall'obbligo di Opa, che la legge olandese impone con partecipazioni superiori al 30%.

Exor controlla il 23,5% circa delle azioni e, in seguito al meccanismo delle loyalty shares concesse agli azionisti di lungo periodo, i suoi diritti di voto sono pari al 33,4%. Piero Ferrari detiene il 10% del capitale e circa il 15,4% dei diritti di voto.   Continua...