Italia, a investitori esteri oltre 50% valore società quotate -studio

mercoledì 6 gennaio 2016 16:15
 

MILANO, 6 gennaio (Reuters) - Cresce il peso degli azionisti esteri nella società quotate a Piazza Affari con una quota che a giugno del 2015 supera per la prima volta la metà del valore complessivo, toccando il 51,1% rispetto al 44,3% a giugno dell'anno precedente.

E' quanto emerge da un rapporto del centro studi dell'associazione Unimpresa sull'andamento del valore delle aziende italiane nell'ultimo anno.

Con una capitalizzazione di borsa delle Spa quotate cresciuta del 7% a circa 545,6 miliardi complessivi nel periodo considerato, la fetta in mano agli esteri è salita a 278,7 miliardi con un progresso annuale del 23,3%, il più alto rispetto a quello registrato dalle altre categorie di azionisti.

"Finora le quote estere non avevano mai superato la soglia del 50%", sottolinea una nota dell'associazione.

Diminuisce invece il peso delle partecipazioni in mano alle imprese, che passa al 19,7% dal 25,4% del totale, mentre le banche mantengono una forte presenza con il 10%.

A Piazza Affari i privati (famiglie) controllano quote pari al 12,5% del totale, in leggero ribasso dal 12,8% del 2014, mantenendo una presenza predominante (43,7%), anche se in discesa, se si include anche il capitale delle società per azioni non quotate, confermando il carattere familiare dell'imprenditoria italiana.

In quest'ultimo caso gli stranieri controllano il 25,8% del valore totale.

Arretra la presenza dello Stato centrale che ha nel suo portafoglio titoli azionari quotati italiani per 15,7 miliardi (il 2,9% del totale), in discesa dai 16,8 miliardi (3,3% del totale) di un anno prima.

"Prendiamo atto che l'Italia è terra di conquiste e oltre la metà delle spa quotate tricolori è in mani straniere", commentra nella nota il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.   Continua...