PUNTO 1-Italia, inflazione rasoterra in 2015, prezzi verso lenta risalita

martedì 5 gennaio 2016 12:37
 

* Inflazione media annua cala per terzo anno consecutivo,
tocca minimi storici
    * Debolezza economie emergenti e prezzi del greggio pongono
rischi al ribasso su previsioni 2016
    * Debolezza inflazione interessa intera zona euro e tiene
sotto pressione Bce

 (aggiunge dettagli, contesto)
    di Elvira Pollina
    ROMA/MILANO, 5 gennaio (Reuters) - Andamento sotto le attese
a dicembre per l'inflazione italiana, che nella media del 2015 è
risultata appena oltre lo zero, in calo per il terzo anno di
fila, a segnalare la persistenza del rischio deflazione,
nonostante il programma di stimolo avviato dalla Banca centrale
europea e la lenta ripresa dell'economia dopo un triennio di
recessione.
    Secondo i dati provvisori diffusi stamane da Istat, l'indice
nazionale dei prezzi al consumo Nic ha mostrato una variazione
nulla su base mensile, mentre le attese suggerivano
un'accelerazione di 0,1% dopo -0,4% di novembre.
    Nella media d'anno, l'indice si è attestato a 0,1% da 0,2%
del 2014, toccando il nuovo minimo dal 1959. Identica la
dinamica dell'indice armonizzato ai parametri europei, la cui
media d'anno (0,1% da 0,2% del 2014) risulta essere al minimo
della serie, avviata nel 2001. 
    Il quadro risulta peggiore rispetto a quello indicato dal
governo nel Documento di Economia e Finanza, che per l'anno
appena concluso prospettava un'inflazione a 0,3%, mentre per
l'anno prossimo stima un'accelerazione di 1%, identica a quella
della Commissione europea nelle previsioni d'autunno.   
    Il 2015 dovrebbe rappresentare comunque il punto di minimo
segnato dall'inflazione, la cui debolezza affligge l'intera
economia della zona euro, come mostrano i dati pubblicati
stamane da Eurostat.
    A dicembre, infatti, i prezzi al consumo all'interno del
blocco della valuta unica hanno mostrato una crescita più bassa
delle attese, segnando una variazione positiva dello 0,2% su
base annua, sotto le attese degli analisti che prospettavano una
lieve accelerazione a 0,3% da 0,2% del mese precedente. 
    La risalita prevista per l'anno appena iniziato, tuttavia,
si prospetta tutt'altro che rapida, visti i rischi al ribasso
che gravano sulla crescita globale, in particolar modo per
effetto della frenata delle economie emergenti. 
    Un contributo dovrebbe arrivare dal consolidarsi della
ripresa e dalla ripartenza dei consumi delle famiglie dopo anni
di contrazione.
    Altro elemento che continuerà a contenere i prezzi è la
debolezza del greggio, in un quadro di sovrapproduzione rispetto
alla domanda globale. 
    Stamane il Brent tratta attorno ai 37 dollari il barile
 e secondo un sondaggio Reuters tra gli analisti di
mercato non dovrebbe risalire più di tanto quest'anno. 
    In media nel 2015 il Brent ha viaggiato a 53,79 dollari il
barile e le stime prevedono che nel 2016 in media si terrà a
52,52 dollari.
    Tale contesto tiene sotto pressione la Banca centrale
europea, che potrebbe essere costretta a potenziare ulteriomente
lo stimolo monetario.  
    Secondo alcuni analisti, infatti, il recente prolungamento
del 'quantitative easing' fino al marzo 2017 potrebbe non essere
sufficiente per riportare l'inflazione verso il target inferiore
ma vicino al 2%. 
    Nelle stime di Francoforte, l'inflazione della zona euro
dovrebbe quest'anno  accelerare a 1% da 0,1% del 2015, e
portarsi all'1,6% nel 2017.
    
    - ha collaborato Giuseppe Fonte
     
    
 
Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le
top news anche su www.twitter.com/reuters_italia