Salvataggi banche, nuovo dossier Tesoro sul rapporto con la Commissione Ue

mercoledì 23 dicembre 2015 19:35
 

ROMA, 23 dicembre (Reuters) - Il Tesoro ha pubblicato in serata un nuovo dossier con particolari sui rapporti intercorsi in questi mesi con gli uffici della Commissione europea per il salvataggio prima della Banca Tercas, poi delle quattro banche: Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti.

Per quel che riguarda Tercas, il Tesoro fra l'altro nota che "la ricostruzione prospettata dall'Italia è stata in passato condivisa dalla stessa Commissione, la quale, trovandosi a valutare un caso del tutto analogo a quello oggetto di indagine (caso Sicilcassa, 1999, All. 3), concluse che l'intervento di sostegno prestato in quell'occasione dal Fondo all'istituto Sicilcassa fosse ascrivibile all'ambito di autonomia del Fondo e non costituisse aiuto di Stato. Si evidenzia che, rispetto agli interventi dei fondi di garanzia dei depositi, le norme vigenti all'epoca, i principi di diritto affermati dalla Corte di Giustizia e la situazione di fatto erano del tutto comparabili a quelli di oggi".

Il dossier rileva che però, "dopo una lunga interlocuzione con gli uffici della Commissione, nel corso della quale anche Banca d'Italia e Banca Popolare di Bari hanno presentato memorie, la Commissione ha manifestato il proprio intendimento di concludere l'indagine con una decisione negativa".

Sul caso delle altre quattro banche, commentando anche la lettera della Commissione all'Italia del 19 novembre scorso pubblicata oggi da Reuters, il dossier del Tesoro rileva fra l'altro che "la Commissione europea ha più volte suggerito che gli interventi, diversi dal rimborso dei depositanti, che essa ritiene preclusi al Fondo di garanzia dei depositi, siano posti in essere tramite meccanismi volontariamente costituiti dal sistema bancario nazionale".

"La partecipazione allo schema volontario e, conseguentemente, ai relativi interventi finanziari, deve essere del tutto volontaria e tale schema non deve essere legato ad alcun mandato pubblico, mentre le risorse finanziarie dello schema volontario devono essere addizionali a quelle obbligatoriamente versate al Fondo di garanzia dei depositi".

Il testo integrale può essere consultato sul sito web del Tesoro.

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