Banche Salvate, Camera discute mozione contro ministro Boschi

venerdì 18 dicembre 2015 08:54
 

ROMA, 18 dicembre (Reuters) - Approda questa mattina alla Camera la mozione di sfiducia contro il ministro delle Roforme Maria Elena Boschi, accusata dal Movimento Cinque Stelle di conflitto d'interessi per la vicenda delle quattro banche salvate.

Ma a Montecitorio il governo gode di un'ampia maggioranza e l'opposizione appare divisa sulla questione, con Forza Italia che preferisce puntare su una commissione d'inchiesta sul sistema bancario, a cui si è detto favorevole anche lo stesso premier Matteo Renzi.

La mozione dell'M5s attacca il ministro Boschi per la posizione del padre Pier Luigi e del fratello Emanuele, che "hanno avuto rapporti professionali e di dipendenza" con Banca Etruria. "In particolar modo Pier Luigi Boschi è stato consigliere di amministrazione e, fino al febbraio 2015, anche vice presidente del medesimo consiglio di amministrazione", dice il testo della mozione.

Nei giorni scorsi il governo ha varato un decreto che in sostanza evita il fallimento di quattro banche minori: oltre a Banca Etruria ci sono Banca Marche, Carife e Carichieti. Il decreto, che non impegna fondi pubblici, non tocca i depositi ma colpisce gli azionisti e i titolari di obbligazioni subordinate.

Il ministro - che era azionista di Banca Etruria e che non ha partecipato alla riunione del Consiglio dei ministri che ha varato il decreto salva-banche - sarà in aula per difendersi dalle accuse.

Il sospetto di pratiche poco trasparenti ai danni degli investitori ha fatto sì che il governo varasse un fondo di almeno 100 milioni per risarcire i risparmiatori eventualmente raggirati, e proprio ieri ha annunciato che vorrebbe che fosse l'Autorithy Anti-Corruzione presieduta dal magistrato Raffaele Cantone a gestire gli arbitrati per stabilire chi ha diritto a essere risarcito.

La mozione di sfiducia (che ha il sostegno della Lega e anche di Sinistra Italiana, il gruppo formato da Sel e da ex deputati Pd in rotta con la maggioranza) non passerà, ma la vicenda rappresenta comunque un possibile vulnus per l'immagine del governo, anche se Renzi ha detto nei giorni scorsi che al suo esecutivo "bisognerebbe fare un monumento" per il decreto sulle banche, affermando che ha evitato un fallimento miliardario con danni per un milione di risparmiatori.

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