BORSE ASIA-PACIFICO in calo su scia Wall Street

venerdì 18 dicembre 2015 08:36
 

INDICE                        ORE  8,25    VAR %    CHIUS. 2014
 ASIA-PAC.                     404,35       -0,30    467,23
 TOKYO                         18.986,80    -1,90    17.450,77
 HONG KONG                     21.857,98    -0,06    23.605,04
 SINGAPORE                     2.852,35     -0,31    3.365,15
 TAIWAN                        8.257,32     -0,75    9.307,26
 SEUL                          1.975,32     -0,13    1.915,59
 SHANGHAI COMP                 3.579,49     -0,01    3.234,68
 SYDNEY                        5.106,66     0,09     5.411,02
 MUMBAI                        25.649,06    -0,60    27.499,42
 
    Seduta negativa per le borse asiatiche dopo la chiusura in rosso di Wall
Street, mentre Tokyo sale vertiginosamente in corso di seduta sulla scorta
dell'annuncio della Banca del Giappone, che estenderà in parte il proprio
programma di stimolo economico, per poi ripiombare in basso e chiudere in netto
calo.
    L'indice MSCI, che non comprende Tokyo, intorno alle 8,20 è
in calo dello 0,3%.
    La Banca del Giappone ha lasciato invariato l'importo del proprio prgramma
di acquisto asset ma ne ha annunnciato un riorganizzazione, allargando il novero
degli asset acquistabili. Il governatore Haruhiko Kuroda ha
sottolieneato che le misure adottate non comportano un ulteriore stimolo
monetario.
    La divergenza tra la politica monetaria statunitense Usa e quella di altri
paesi si è vista anche a Taiwan, dove ieri la banca centrale in modo inaspettato
ha tagliato per la seconda volta il costo del denaro. La banca dell'isola ha
detto anche che manterrà l'allentamento della propria politica monetaria per
sostenere la crescita in un'economia molto legata al commercio, mentre l'outlook
sulla domanda globale peggiora.
    TAIWAN ha chiuso in ribasso dello 0,8%, perdendo in una settimana
l'1,7%. Il dollaro taiwanese si è invece rafforzato.
    "Le dinamiche macro globali dell'inizio del ciclo di rialzo dei tassi Usa si
stanno lentamente dispiegando in tutto il mondo", ha scritto in una nota ai
clienti Angus Nicholson, analista di mercato di IG a Melbourne. "Nella scia
immediata della decisione abbiamo visto alcune mosse marcate nella politica
delle banche centrali, con Taiwan che taglia il tasso d'interesse di
riferimento, Hong Kong e il Messico che alzano i tassi, e l'Argentina che
rimuove i controlli valutari e svaluta il peso del 30%".
    Il dollaro ha perso circa lo 0,5% contro lo yen giapponese (ma per la
settimana è a +0,9%), mentre lo yuan si è rafforzato dopo dieci sedute
consecutive di calo. L'euro è a +0,3 sul dollaro, ma ha perso circa l'1,2% sulla
settimana.
    SHANGHAI e HONK KONG sono praticamente piatte (ma Prada
 continua a perdere e cala di oltre il 4,4%) dopo il rally di ieri a
seguito del rialzo del tasso d'interesse negli Usa, con gli investitori che
tornano a concentrarsi sui fondamentali dell'economia.
    "Ieri gli investitori erano eccitati che la Fed alla fine avesse alzato i
tassi, e tutti i mercati globali hanno guadagnato terreno. Ma quando ci si
calma, finalmente si capisce che non c'è niente da festeggiare, un aumento dei
tassi Usa porterà solo ad un'uscita dei capitali", dice Gu Yongtao, analista di
Cinda Securities. Yongtao ha aggiunto che gli investitori seguono con attenzione
un vertice di economia del governo di Pechino che inizia oggi, dato che "il
mercato ha perso l'orientamento". 
    Intanto un sondaggio di China Beige Book International indica che nel terzo
trimestre l'economia cinese è ancora afflitta da debolezza, sollevando
interrogativi sull'affidabilità dei dati ufficiali diffusi questo mese.
    SYDNEY si è ripresa dalle perdite di inizio seduta e ha chiuso in
lievissimo rialzo. Per la settimana, il guadagno è dell'1,5%.
    SEUL ha chiuso in leggero calo, per effetto della debolezza dei
prezzi delle commodity e per le prese di beneficio. In calo la valuta locale.
    
    
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