Eni Nigeria, Corte Londra conferma sequestro 85 mln dlr - fonti

martedì 15 dicembre 2015 18:53
 

MILANO, 15 dicembre (Reuters) - Un giudice del Tribunale di Londra ha confermato oggi il sequestro di circa 85 milioni di dollari su un conto bancario riferibile a una società dell'intermediario nigeriano Emeke Obi, bloccati oltre un anno fa su richiesta rogatoriale della procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte tangenti per l'acquisizione da parte dell'Eni della licenza per l'esplorazione di un giacimento petrolifero off-shore in Nigeria.

Lo hanno riferito fonti a conoscenza del dossier, mentre non è stato possibile raggiungere per un commento Obi o suoi rappresentanti.

Si tratta di parte del denaro al centro di una disputa legale in corso da due anni fra l'ex ministro del petrolio nigeriano Dan Etete e l'intermediario che sostiene di non aver ricevuto il suo compenso per la sua mediazione nella transazione fra l'Eni e la società Malabu (il cui titolare effettivo è ritenuto essere l'ex ministro) che deteneva i diritti della concessione petrolifera. Quel denaro però, per la procura di Milano, è parte delle presunte tangenti, ed è per questo che i pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, lo scorso anno, avviarono la rogatoria internazionale per il sequestro.

Eni per la verità, in diversi comunicati, ha sempre ribadito che il denaro per la licenza del campo off-shore Opl 245 di Abuja, un miliardo e 90 milioni di dollari, è stato versato unicamente al governo nigeriano.

Nell'inchiesta milanese, fra gli indagati, figurano fra gli altri l'AD Claudio Descalzi e il suo predecessore Paolo Scaroni, oltre alla stessa Eni, in base alla legge 231 sulla responsabilità delle società per ipotesi di reato ascritte a propri funzionari. Tutti gli indagati hanno sempre respinto ogni addebito.

(Emilio Parodi)

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