Telecom Italia, Vivendi ribadisce richiesta integrazione cda - AD a stampa

lunedì 14 dicembre 2015 09:06
 

MILANO, 14 dicembre (Reuters) - Vivendi ritiene di avere poche probabilità che passi la sua richiesta di integrare il cda della partecipata Telecom Italia con quattro suoi consiglieri, ma richiederà comunque di essere rappresentata nel board.

Lo ha detto l'AD Arnaud De Puyfontaine in un'intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che per quanto riguarda la posizione dei fondi sulla vicenda, il gruppo ha "ricevuto moltissimi messaggi di sostegno da investitori anglosassoni".

I due principali proxy advisor, ISS e Glass Lewis, hanno raccomandato ai loro clienti, principalmente investitori istituzionali, di votare contro la nomina dei rappresentanti di Vivendi in consiglio. I proxy hanno detto che, con la diluizione legata alla conversione delle risparmio, la richiesta non è proporzionata alla quota detenuta.

Un gruppo di fondi italiani ed esteri coordinato da Assogestioni ha contestato da subito la proposta di Vivendi.

De Puyfontaine ribadisce nell'intervista che il gruppo, in quanto primo azionista con il 20,1% del capitale, intende avere una rappresentanza in consiglio.

"E' un fatto aritmetico. Con il 20% lo statuto prevede quattro presenze", dice. La quota si diluirebbe però al 13,5% circa, con la conversione.

Se l'assemblea di domani boccerà la proposta, "chiederemo di essere rappresentati nel board e ribadiremo l'ok alla conversione", dice senza aggiungere dettagli.

L'AD ripete di essere favorevole alla conversione delle azioni di risparmio in ordinarie, che sarà discussa dall'assemblea di domani, ma non alle condizioni proposte.

L'AD ripete di non aver avuto contatti con Xavier Niel, che ha una posiziuone lunga su Telecom pari al 15% circa del capitale ordinario e di non credere all'ipotesi di integrazione tra Telecom Italia e Orange.   Continua...