BORSE ASIA-PACIFICO in calo su prezzi petrolio, yuan giù

lunedì 14 dicembre 2015 08:59
 

INDICE                        ORE  8,43    VAR %    CHIUS. 2014
 ASIA-PAC.                     394,66       -1,03    467,23
 TOKYO                         18.883,42    -1,80    17.450,77
 HONG KONG                     21.341,94    -0,57    23.605,04
 SINGAPORE                     2.808,94     -0,91    3.365,15
 TAIWAN                        8.040,16     -0,93    9.307,26
 SEUL                          1.927,82     -1,07    1.915,59
 SHANGHAI COMP                 3.521,12     2,52     3.234,68
 SYDNEY                        4.928,60     -2,01    5.411,02
 MUMBAI                        25.151,03    0,43     27.499,42
 
    Le borse dell'area Asia-Pacifico sono in calo a inizio settimana e la moneta
cinese ha toccato la quotazione minima da 4 anni e mezzo, mentre il calo dei
prezzi petroliferi va ad aggiungersi al nervosimo degli investitori in vista
dell'atteso aumento dei tassi d'interesse negli Stati Uniti.
    La Banca popolare della Cina, cioè la banca centrale di Pechino, ha
continuato anche oggi a guidare al ribasso lo yuan, che ha toccato il cambio più
debole contro il dollaro dal luglio 2011. L'introduzione di un indice del tasso
dello yuan contro un paniere di altre monete - una mossa che secondo i trader
sgancerebbe la moneta cinese dal dollaro nel corso del tempo - ha ulteriormente
pesato sullo yuan.
    La decisione cinese ha anche aumentato i timori che l'economia sia più
fragile di quanto previsto. Secondo i dati pubblicati sabato scorso, la crescita
della produzione industriale in Cina ha accelerato ai massimi da 5 mesi a
novembre, mentre le vendite al dettaglio sono cresciute a un tasso dell'11,2%
annuo, il più forte registrato quest'anno.
    L'indice MSCI, che non comprende Tokyo, intorno alle 8,45 è
in calo dell'1,03%. L'indice Nikkei ha chiuso in calo dell'1,8%.
    "E' giusto dire che i mercati saranno testati davvero nei prossimi quattro
giorni, e che la (decisione della) Fed sarà un catalizzatore di volatilità da
qui a giovedì", scrive Evan Lucas, market strategist per la IG a Melbourne.
    Il rialzo dei tassi statunitensi sarebbe un primo passo verso la
normalizzazione delle condizioni monetarie, dopo un esteso periodo di politica
di allentamento.
    I prezzi petroliferi continuano a calare dopo che l'Agenzia internazionale
per l'Energia ha avvertito che la quantità eccessiva di riserve potrebbe
aumentare nel 2016.  Il Brent è sceso sotto i 38 dollari a barile per la
prima volta in sette anni venerdì scorso ed è attualmente a 37,8.
    SHANGHAI è l'eccezione positiva in una serie di mercati depressi e
guadgna oltre il 2,5%, migliore seduta in un mese, sull'onda dei dati sulla
produzione industriale. Vanno male invece i titoli legati al congolomerato
Fosun, dopo la notizia che il presidente del gruppo sta collaborando con le
autorità nell'ambito di un'indagine. (Prada -0,19%). HONK KONG 
risente invece della tensione degli investitori per il possibile rialzo dei
tassi Usa.
    SYDNEY è invece la piazza peggiore, e perde oltre il 2%. L'indice
S&P/ASX 200 è sceso fin quasi al minimo dell'anno, toccato a fine settembre. Le
perdite hanno colpito praticamente tutti i settori.
    Va male anche TAIWAN, in linea con le borse della regione, anche se
sono in rialzo Siliconware e ChipMOS Technologies, due
aziende del settore chip, dopo la notizia di venerdì scorso che la cinese
Tsinghua Unigroup acquisterà azioni di entrambe.
    SEUL ha chiuso in negativo di oltre l'1%, mentre il won, la moneta
locale, è scesa negli scambi al livello più basso da quasi tre mesi.
    
    
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