10 dicembre 2015 / 09:00 / 2 anni fa

PUNTO 1-UniCredit spera di chiudere cessione Ucraina a inizio 2016 - Ghizzoni

(Aggiunge commenti Ghizzoni)

MILANO, 10 dicembre (Reuters) - UniCredit spera di chiudere la cessione delle attività ucraine all‘inizio dell‘anno prossimo mentre porta avanti una serie di dismissioni, ha detto l‘AD Federico Ghizzoni.

Ad agosto la banca ha avviato trattative in esclusiva per tre mesi per vendere Ukrsotsbank a ABH Holdings, parte del gruppo russo Alfa.

“Confermo le trattative in esclusiva con il gruppo Alfa, speriamo di chiudere l‘accordo all‘inizio dell‘anno prossimo”, ha dichiarato in un incontro con la stampa estera.

In un‘intervista pubblicata oggi su un quotidiano polacco Ghizzoni dice che la banca potrebbe aumentare il capitale della controllata ucraina nel 2016 se le condizioni per la vendita fossero sfavorevoli.

UniCredit, leader di mercato in Europa centrale e orientale, pensa da tempo alla cessione di Ukrsotsbank ma il processo è stato ostacolato dalla crisi in Ucraina.

A una domanda sulla Russia Ghizzoni ha detto di essere soddisfatto del business della banca nel paese e di non avere intenzione di venderlo.

L‘AD ha confermato che l‘istituto non è interessato a operazioni di M&A ed è più focalizzato sulla vendita di asset. L‘accordo per fondere il business di asset management Pioneer con quello di Santander sarà completato nel secondo trimestre, ha aggiunto.

Ghizzoni ha inoltre dichiarato che una decisione se ristrutturare o vendere le attività retail in Austria sarà presa molto presto.

Il recente business plan di UniCredit prevede tagli di posti di lavoro ed efficienze ma non un aumento di capitale. “Siamo a nostro agio con la nostra posizione patrimoniale”, ha detto Ghizzoni.

Quanto al pacchetto di salvataggio delle quattro banche, il contributo di UniCredit inciderà sul patrimonio di circa tre punti base, ha spiegato.

Ghizzoni ha inoltre sottolineato che il livello di sofferenze è il principale problema per le banche italiane e che devono essere gli stessi istituti di credito ad affrontare la questione.

L‘Italia sta studiando possibili modalità per aiutare le banche a liberarsi dai non performing loan. Ieri tuttavia una fonte ha riferito che il governo non ha più carte di rilievo da giocare per aiutare il sistema bancario nazionale a smaltire la montagna di crediti in sofferenza accumulati dopo che la Commissione europea ha nei fatti bloccato il progetto di una bad bank con garanzia pubblica.

“O si trova una soluzione entro il 31 dicembre o non ha senso continuare le trattative su una bad bank con Bruxelles”, ha dichiarato Ghizzoni.

(Stephen Jewkes)

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