Filippine indaga multinazionali per cambio clima, c'è anche Eni

venerdì 4 dicembre 2015 18:19
 

PARIGI, 4 dicembre (Reuters) - La Commissione per i diritti umani delle Filippine ha accolto un esposto presentato dalle vittime dei tifoni e aprirà un'indagine su una serie di multinazionali che estraggono combustibili fossili, per accertare se hanno violato i diritti umani provocando il cambiamento climatico.

Tra le aziende al centro dell'inchiesta, dice Greenpeace, ci sono anche le italiane Eni e Italcementi.

Arrivare a stabilire la colpevolezza delle aziende petrolifere del gas e del carbone "non sarà una passeggiata", ammette Roberto Cadiz, membro della Commissione, che però ha aggiunto di sentirsi moralmente impegnato ad accogliere il ricorso, sia a causa del rapido aumento di vittime provocate da fenomeni meteorologici estremi, sia perché gli sforzi per ridurre le emissioni che alterano il clima stanno procedendo molto lentamente.

Cadiz ha detto che la Commissione aprirà un'indagine nel primo trimestre del 2016.

L'esposto(sostenuto da Greenpeace, Amnesty International e Union of Concerned Scientists) chiede alla Commisione per i diritti umani di accertare le eventuali responsabilità di 50 multinazionali, tra cui giganti come Chevron, Exxon Mobil, Bp, Royal Dutch Shell e ConocoPhilips, che secondo uno studio del 2014 commissionato dal Climate Justice Programme e da Greenpeace avrebbero contributo in ampia misura alle emissioni che alterano il clima, come anidride carbonica e metano.

Il solo tifone Haiyan, nel 2013, ha provocato la morte di oltre 6.000 persone e danni per 13 miliardi di dollari.

(Laurie Goering)

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