Telecom Italia, Cdp non vuole diventare socio, rete cruciale -fonte

venerdì 4 dicembre 2015 16:23
 

MILANO, 4 dicembre (Reuters) - La Cassa Depositi e Prestiti non ha intenzione di entrare nell'azionariato di Telecom Italia per bilanciare la presenza francese nell'azionariato.

Lo dicono due fonti a conoscenza della situazione.

Il governo continua a monitorare la situazione della società telefonica e, per quanto riguarda la rete, è pronto a intervenire se questo si renderà necessario con gli strumenti a sua disposizione, compresa la 'golden power', aggiunge una delle due fonti.

Secondo una fonte, in assenza di un chiarimento delle intenzioni di Vivendi, l'entrata di un socio pubblico non in grado di incidere sulle decisioni lo esporrebbe a inevitabili critiche nel caso di scelte che ridimensionassero il riolo di Telecom Italia.

Da parte sua, spiega l'altra fonte, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato l'imprenditore francese Xavier Niel, che detiene una posizione lunga complessiva pari al 15,14% di Telecom Italia. Niel era accompagnato dal presidente della Cdp Claudio Costamagna.

Secondo una delle fonti, Renzi avrebbe incontrato nei giorni scorsi anche rappresentanti del principale azionista di Telecom, il gruppo Vivendi, in possesso di oltre il 20% del gruppo telefonico italiano. Vivendi sta puntando alla nomina di quattro suoi rappresentanti nel cda, obiettivo che sta incontrando alcune difficoltà.

(Paola Arosio, Luca Trogni, Valentina Za)

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