Saipem Algeria, min. Economia e Sonatrach chiedono costituirsi parte civile

mercoledì 2 dicembre 2015 11:21
 

MILANO, 2 dicembre (Reuters) - Il ministero dell'Economia italiano e la società energetica di Stato algerina Sonatrach hanno chiesto di costituirsi parte civile al processo, apertosi oggi a Milano, su presunte tangenti che sarebbero state pagate da Saipem per ottenere contratti in Algeria.

A causa dello sciopero degli avvocati, l'udienza è stata rinviata al prossimo 25 gennaio, quando i giudici dovrebbero esprimersi sulle richieste di costituzione di parte civile, tra le quali c'è anche quella del 'Movimento cittadini algerini d'Italia e d'Europa'.

Al processo sono imputati, oltre alla stessa Saipem con l'accusa di violazione della legge 231 sulle responsabilità aziendali, l'ex presidente Pietro Tali, l'ex-direttore operativo Pietro Varone, Farid Bedjaoui (intermediario Saipem in Algeria e braccio destro del ministro dell'Energia Chekib Khelil), Samyr Ouaraied e l'ex-dirigente Alessandro Bernini, accusati di concorso in corruzione internazionale e fraudolenta dichiarazione dei redditi.

Saipem in una nota diffusa al momento dei rinvii a giudizio ha detto che "prende atto della decisione del gup" e "confida di potere dimostrare" in primo grado "l'inesistenza dei presupposti per dichiarare la responsabilità amministrativa" del gruppo.

Non è stato possibile raggiungere i legali degli altri indagati per un commento.

Nell'ambito della stessa inchiesta, lo scorso 2 ottobre il gup ha prosciolto Eni, l'ex-AD Paolo Scaroni e il dirigente Antonio Vella.

Al centro della vicenda l'acquisizione di sette contratti d'appalto in Algeria del valore complessivo di 8 miliardi di euro.

(Emilio Parodi)

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia