November 20, 2015 / 3:01 PM / 2 years ago

PUNTO 2-Telecom Italia, non si tiene cda su nomine Vivendi

4 IN. DI LETTURA

(Aggiunge data possibile del consiglio)

MILANO, 20 novembre (Reuters) - Telecom Italia oggi non riunisce il consiglio per l'integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea di metà dicembre, con la proposta Vivendi, guidata da Vincent Bollorè, di nomina di suoi rappresentanti in consiglio.

Lo dice una fonte vicina al consiglio, aggiungendo che la riunione, si terrà entro fine mese, probabilmente i primi giorni della prossima settimana.

Ieri una lettera dei fondi, inviata dal comitato dei gestori e da alcuni fondi esteri (APG Asset Management NV, FIL Investments International, Jp Morgan Asset Management, Legal & General Investment Management Limited e Standard Life Investments Limited), ha chiesto una presa di posizione del cda sulla richiesta di Vivendi, primo azionista, di far entrare quattro suoi rappresentanti, aumentando il totale a 17 dagli attuali 13.

Il comitato dei gestori, che ha presentato le liste per la nomina degli istituzionali nell'attuale cda, dice che, con l'azione di Vivendi, il potere delle minoranze sarebbe diluito.

Gli istituzionali italiani rappresentano il 5% circa del capitale, gli esteri il 60%, Vivendi ha il 20,1%.

Non è chiaro quale quota del capitale sia firmataria della lettera. Il Comitato dei gestori non ha risposto a una richiesta Reuters per un commento.

Il consiglio, in ogni caso, non potrà fare molto.

Non potrà negare l'integrazione dell'ordine del giorno, perché fatta a norma di legge e perché in questo caso il suo ruolo é di semplice notifica dei requisiti previsti.

Difficilmente prenderà una posizione netta in merito alla richiesta di censurare Vivendi, perché significherebbe contrastare l'azione di un socio a favore di un altro.

Le minoranze peraltro avrebbero potuto chiedere la nomina di ulteriori rappresentanti all'assemblea del 15 dicembre, per evitare l'effetto "diluitivo" della richiesta di Vivendi.

Mossa che non hanno fatto, limitandosi a girare le loro perplessità al consiglio, un organo che non ha competenza in materia di eventuali dissidi tra soci.

Il gruppo francese in questa decisione conferma la strategia di un ingresso graduale nel controllo operativo del gruppo. L'azionista che esprime la maggioranza in assemblea, a norma di statuto, ha infatti diritto a nominare due terzi del consiglio. A meno che i fondi decidano di unirsi per presentare una lista di maggioranza, fatto che finora non si è mai verificato, il socio di riferimento resta quindi Vivendi.

Il gruppo per ora si accontenta di 4 rappresentanti su un totale di 17. Rimane in minoranza anche se si considera Tarak Ben Ammar, già consigliere Telecom e anche Vivendi, tra le fila del gruppo guidato da Bollorè.

Per quanto riguarda l'esito dell'assemblea che si troverà a decidere se apoprovare o bocciare la richiesta dei francesi, l'esito rimane incerto.

Al di là delle prese di posizione più o meno ufficiali, la decisione dei fondi nell'adunanza dei soci sarà legata ai pronunciamenti dei proxy adviser, che dovrebbero emettere i loro suggerimenti nei primi giorni di dicembre.

Vivendi ha chiesto la nomina di Arnaud Roy de Puyfontaine, Stephane Roussel, Hervé Philippe e Felicité Herzog, tutti massimi dirigenti della società, quali nuovi amministratori.

(Stefano Rebaudo)

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