Telecom, richiesta Vivendi solleva criticità per nuova governance - fondi

giovedì 19 novembre 2015 18:56
 

MILANO, 19 novembre (Reuters) - La richiesta di Vivendi , volta a rideterminare il numero dei componenti del consiglio di amministrazione di Telecom Italia, incrementandolo da 13 a 17, e a nominare i quattro candidati (tre dei quali con incarichi esecutivi nell'ambito del loro gruppo) indicati come futuri amministratori, solleva alcune criticità con riferimento ai nuovi assetti di governance che potrebbero determinarsi.

E' uno dei passaggi della lettera inviata dal comitato dei gestori dei fondi azionisti del gruppo di tlc e inviata al presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, all'AD Marco Patuano e all'intero Cda.

La lettera, firmata da Marco Vicinanza, è inviata dal comitato dei gestori e da alcuni fondi esteri, ovvero APG Asset Management NV, FIL Investments International, J.P. Morgan Asset Management, Legal & General Investment Management Limited e Standard Life Investments Limited.

"A nostro avviso", recita il documento, "tra l'altro, l'approvazione di dette proposte verrebbe a determinare una diluizione nell'ambito del consiglio di amministrazione della rappresentanza dei consiglieri indipendenti espressi dagli investitori istituzionali e, contemporaneamente, a realizzare la presenza nel consiglio di amministrazione di tre figure apicali, con ruoli esecutivi, del gruppo Vivendi, svincolate dal divieto di concorrenza ai sensi dell'articolo 2390 del codice civile, che si aggiungerebbero all'altro componente del consiglio di sorveglianza di Vivendi, già presente".

I fondi, pur ritenendo legittima la richiesta di Vivendi, sottolineano "la mancanza di chiara informativa circa le intenzioni e gli obiettivi sottesi all'iniziativa di Vivendi".

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