UniCredit, da sindacati no a uscite obbligatorie per gestione esuberi piano

giovedì 12 novembre 2015 17:51
 

MILANO, 12 novembre (Reuters) - I sindacati bancari si oppongono fermamente al piano di esuberi annunciato ieri da UniCredit e chiedono che le uscite avvengano unicamente su base volontaria.

Ieri UniCredit, nell'ambito del nuovo piano strategico, ha annunciato la riduzione di 6.900 posti di lavoro in Italia a fronte di 18.200 complessivi. Già il vecchio piano prevedeva 5.100 esuberi in Italia, di cui 2.400 già definiti con i sindacati. Ai 2.700 rimasti si aggiungono, dunque, circa 550 esuberi con il nuovo piano.

Le uscite restanti riguardano la cessione di Uccmb con 700 dipendenti, l'operazione che porterà a una joint venture di Pioneer con Santander Asset Management, società estere basate in Italia e mancato turnover.

Il Ceo Federico Ghizzoni ha affermato che verrà utilizzato lo strumento dei prepensionamenti.

In una nota congiunta che riepiloga i contenuti dell'incontro di ieri con l'azienda, i sindacati esprimono una "valutazione negativa" in merito all'individuazione di esuberi aggiuntivi "ancorché gestibili attraverso l'utilizzo della parte ordinaria e della parte straordinaria del fondo di solidarietà che deve prevedere la volontarietà quale elemento cardine imprescindibile tra i criteri di accesso".

"Come Fabi rigettiamo qualsiasi ipotesi di uscita obbligatoria dei lavoratori in esubero. Gli eventuali prepensionamenti dovranno essere negoziati con i sindacati solo su base volontaria e incentivata", dichiara Angelo Di Cristo, coordinatore nazionale della Fabi UniCredit.

Netta anche la presa di posizione della Uilca che lamenta nel piano UniCredit la mancanza "di una vera strategia e capacità di rilancio dei ricavi" e che "le responsabilità del management nel mancare puntualmente gli obiettivi che si pone vengono ribaltate sui lavoratori", si legge in una nota firmata dalla segretaria nazionale Mariangela Virga e dal segretario responsabile del gruppo Guido Diecidue. "La Uilca ribadisce la necessità di affrontare questa delicatissima fase facendo ricorso agli strumenti disponibili nel settore, da utilizzare esclusivamente su base volontaria e prevedere l'assunzione di giovani per garantire un adeguato turnover".

Già ieri in serata il segretario generale Massimo Masi parlava di piano "lacrime e sangue" e preannunciava che il sindacato non avrebbe accettato esuberi obbligatori ma solo volontari e un accordo che non preveda anche assunzioni di giovani.

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