Mediolanum vede più utili e dividendi in 2015 - M.Doris

giovedì 5 novembre 2015 15:54
 

MILANO, 5 novembre (Reuters) - Mediolanum si aspetta di archiviare l'esercizio con un utile netto "molto superiore" a quello del 2014 (321 milioni di euro) e, conseguentemente, con un dividendo più alto fermo restando un payout del 50-60%.

La raccolta di ottobre si preannuncia migliore di quella di settembre sebbene inferiore alle previsioni del gruppo a causa dello sforzo compiuto dalla rete per la digitalizzazione e per un picco di profili di clienti prossimi alla scadenza da aggiornare.

Lo ha detto a Reuters il vicepresidente Massimo Doris confermando per quest'anno la previsione di afflussi netti superiori ai 4,082 miliardi (4,828 miliardi sui fondi) del 2014.

Il manager non si è sbilanciato in proiezioni precise per la "bottom line" dell'esercizio dopo l'utile netto per 311,4 milioni realizzato nei nove mesi, ricordando che al risultato contribuiscono "componenti volatili". Va inoltre tenuto conto dell'esito dell'arbitrato internazionale fra Italia e Irlanda relativo alla transfer pricing policy del gruppo verso il nostro Paese (cioè la percentuale delle commissioni di gestione retrocesse dalla controllata irlandese di Mediolanum verso la distribuzione in Italia) che il manager vede per inizio 2016.

"Io mi aspetto che non ci discosteremo da quello che abbiamo accantonato", ha detto Doris, ricordando che il gruppo ha messo da parte ogni trimestre la differenza fra il rebate attualmente applicato del 50%, ritenuto troppo basso dalle autorità fiscali, e quello del 60% su cui pensano verrà trovato un accordo. A fine settembre gli accantonamenti 2015 dedicati ammontavano a 106 milioni.

Infine, sul fronte dei costi, Mediolanum archivierà l'esercizio con maggiori spese per 40-45 milioni rispetto ai 60 milioni preventivati a inizio anno e si aspetta costi per altri 10 milioni nel 2016 a cui si aggiungeranno quelli fisiologici legati all'intensificarsi dell'attività dei clienti.

"Sul 2015 una decina di milioni li abbiamo risparmiati e poi una parte di costi ricadrà nel 2016", ha spiegato il vicepresidente.

(Maria Pia Quaglia)

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