Venture, Cdp vuole potenziare intera filiera, modello pubblico/privato

martedì 3 novembre 2015 15:31
 

MILANO, 3 novembre (Reuters) - Cdp ha messo in cantiere interventi in equity per potenziare l'intera filiera del venture capital in Italia.

E' quanto ha detto Leone Pattofatto, head of equity investments della Cassa, intervenendo alla presentazione di VentureUp, il portale dedicato agli investimenti in società innovative promosso da Aifi, l'associazione di categoria, e Fondo Italiano di Investimento (Fii).

Pattofatto non ha fornito molti dettagli sulle modalità attraverso cui Cdp interverrà a supporto del settore, rimandando al piano industriale del prossimo dicembre. Ma ha parlato di "una piattaforma di co-investimento" che, partendo dalla promozione delle casse nazionali, coinvolga il Fondo Europeo degli Investimenti (Fei) e "faccia matching" degli investimenti privati, sottolineando il ruolo del piano Juncker per "creare un effetto leva e portare capitali privati".

Il modello di riferimento indicato da Pattofatto è quello tedesco, che, secondo i numeri resi noti da Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, nel primo trimestre di quest'anno ha mobilitato investimenti in venture capital per 800 milioni, andando quasi a pareggiare il risultato della Gran Bretagna (900 milioni) e staccando di gran lunga l'Italia, ferma a 5,4 milioni. Un modello di collaborazione fra pubblico e privato che, negli auspici, dovrebbe consentire al venture italiano di colmare il gap con gli altri paesi europei, accantonando l'illusione di anche solo avvicinare i numeri irraggiungibili degli Stati Uniti.

La presentazione di VentureUp è stata l'occasione per fare il punto su quanto fatto, per la promozione di startup e la promozione degli investimenti in imprese innovative, a partire dalla legge 221 del 2012, che, ha spiegato Stefano Firpo, direttore generale del ministero dello Sviluppo Economico, ha portato alla registrazione di circa 4.800 imprese innovative. Ma ha rappresentato anche lo spunto per indicare ciò che manca per avvicinare gli standard europei.

Innocenzo Cipolletta, presidente di Aifi, ha puntato il dito contro l'assenza delle grandi imprese e del sistema previdenziale. "L'innovazione è eversiva", ha affermato, "la grande impresa la rigetta o la compra".

Gli startupper intervenuti (Marco Carrai di CMC, Laura Iris Ferro di Gentium, Ugo Parodi Giusino di Mosaicoon, Paola Marzario di Brandon Ferrari e Michele Scarici di Ennova) e i rappresentanti istituzionali hanno lamentato l'assenza di capitali in grado di accompagnare le aziende a fare il salto, a crescere oltre il livello di startup. Tanto è vero che delle dieci startup italiane che fatturano oltre un milione di euro, tre sono andate a cercare fondi all'estero. E, al momento, il venture capital italiano si ferma a finanziamenti da 1 milione.

"Vogliamo essere presenti in tutte le fasi del venture", ha annunciato Pattofatto. "Abbiamo disperatamente bisogno di domanda d'innovazione", ha aggiunto Firpo. "Diversamente rischiamo di espatriare capacità d'innovazione". Insomma, l'attesa è che, a partire dal 2016, Cdp inneschi un circolo virtuoso di investimenti che attiri i grandi capitali, quelli delle imprese e degli istituzionali (leggi fondi pensione e casse previdenziali), sul venture.

Gabriele Cappellini, presidente del Fii, infine, ha invitato ad "individuare i settori su cui puntare, creare fondi più grandi, aggregare venture capitalist e business angels".

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