PUNTO 2-Intesa delude con margine interesse trim3 ma promette cedola più ricca

martedì 3 novembre 2015 16:56
 

(riscrive con dettagli da conference call)

MILANO, 3 novembre (Reuters) - Intesa Sanpaolo delude il mercato con il margine di interesse del terzo trimestre ma vede spazio per pagare sul 2015 un dividendo superiore ai 2 miliardi di euro promessi e registra il miglior utile netto dei primi nove mesi dal 2008.

Il titolo ha sbandato dopo la diffusione dei conti, proprio per la delusione sul margine di interesse, arrivando a perdere oltre 4%. A circa un'ora dalla chiusura delle negoziazioni è ben sopra i minimi di seduta e cede lo 0,82% a 3,154 euro con volumi già doppi rispetto all'ultimo mese proprio sulla prospettiva di un monte dividendi più ricco.

"Intesa Sanpaolo ha annunciato i migliori risultati dell'anno e sta perdendo il 4%, c'è un umore davvero pazzo nel mondo finanziario", ha commentato, aprendo la conference call con gli analisti, il Ceo Carlo Messina.

"Il margine di interesse è stato inferiore alle attese e questo non è piaciuto. Rimane il punto debole dell'istituto", è stato il commento a caldo di un trader subito dopo i conti. "Sono deboli gli 'underlying results'", gli faceva eco un analista.

L'istituto ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto di 722 milioni di euro quasi raddoppiato rispetto al dato di 483 milioni di un anno fa e sopra le attese raccolte da Reuters con 5 analisti di 667 milioni. L'utile netto dei primi nove mesi sale a 2,726 miliardi, contro 1,203 miliardi di un anno prima. Si tratta del miglior dato dal 2008.

La banca, nella nota, ha confermato l'impegno a distribuire 2 miliardi di dividendi cash sul 2015, "il livello minimo che posso pagare, ma siamo nella posizione per venir incontro alle aspettative del mercato", ha detto Messina.

Gli interessi netti sono scesi del 9,3% a 1,912 miliardi rispetto a un anno prima: il calo, si legge nelle slides, è dovuta alla gestione attiva del portafoglio titoli, al calo dei volumi e al focus strategico sul wealth management. In particolare i titoli di Stato italiani in portafoglio sono scesi a 38,4 miliardi contro i 44,6 miliardi di fine settembre 2014.

I proventi operativi netti mostrano su base annua un progresso dello 0,9% a 4,197 miliardi grazie alle commissioni nette (1,786 miliardi da 1,647 miliardi). Il risultato del trading ha sofferto il negativo andamento dei mercati e si è attestato a 1 milione da 135 milioni. Per il 2016 Messina vede un miglioramento del margine di interesse e una crescita significativa delle commissioni.   Continua...