Consumi, aumenta fiducia famiglie secondo Confcommercio/Censis

giovedì 22 ottobre 2015 12:47
 

ROMA, 22 ottobre (Reuters) - Per la prima volta dall'inizio della crisi economica, la quota di famiglie italiane che nell'ultimo anno ha aumentato la propria capacità di spesa risulta superiore a quella delle famiglie che l'hanno invece ridotta (25,6% contro 21,3%).

E' uno dei risultati dell'inchiesta Confcommercio/Censis presentata oggi e secondo la quale aumenta complessivamente il clima di fiducia delle famiglie italiane.

Il dato sulla quantità delle famiglie che ha aumentato la propria capacità di spesa "segna una forte discontinuità, basti pensare che nel 2013 il 69,3% delle famiglie aveva dichiarato che la propria capacità di spesa si era ridotta", dice l'Outlook.

Nel 2015 la quota di famiglie che dichiara di aver aumentato i consumi (il 25,6%) è molto superiore a quella delle famiglie che hanno visto aumentare il reddito familiare (8,0%). In modo simmetrico, la quota di famiglie che ha ridotto i consumi è inferiore a quella che ha visto una contrazione del proprio reddito familiare complessivo.

Il rapporto aggiunge che "desta comunque preoccupazione il fatto che continui a crescere, sfiorando ormai il 20% del totale, il numero di famiglie che non riescono a coprire tutte le spese con il proprio reddito. In particolare, tra le famiglie che definiscono 'basso' il proprio livello socio-economico (corrispondenti al 21,2% delle famiglie italiane) quelle che non hanno coperto le spese nell'ultimo anno raggiungono il 37,3% del totale".

Migliora, come dicevamo, il clima complessivo di fiducia delle famiglie verso il futuro: gli ottimisti sfiorano il 40% del totale con circa 10 punti percentuali in più rispetto a 2 anni fa. I pessimisti scendono al 22,4% (erano circa il doppio due anni fa). Rimane elevato il numero di coloro che hanno difficoltà a sviluppare un orientamento preciso riguardo il futuro (37,8%) (fig. 1).

Guardando all'andamento del sentiment verso il futuro in serie storica, se è vero che sono passati ormai circa due anni da quando il numero di ottimisti ha superato quello dei pessimisti, è solo dal 2015 che le due curve cominciano a divergere in misura significativa.

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