October 21, 2015 / 5:28 PM / 2 years ago

Rai, Camera approva ddl per aumento poteri dg, torna a Senato

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ROMA, 21 ottobre (Reuters) - La Camera ha approvato oggi il ddl di riforma della Rai, che ora passa al Senato per il via libero definitivo.

Hanno votato a favore 259 deputati, contro 143.

Il governo punta a far approvare la legge entro il mese di novembre, mentre ha inserito nella legge di Stabilità un provvedimento specifico sul canone radio-tv, che dal 2016 costerà 100 euro e sarà riscosso con la bolletta elettrica.

I punti centrali della riforma riguardano la governance dell'azienda pubblica di broadcasting, con la riduzione a sette dei membri del consiglio d'amministrazione (quattro eletti dal Parlamento, due dal governo, uno dai dipendenti Rai) e la nomina di un vero e proprio amministratore delegato, designato su proposta dell'assemblea dei soci, vale a dire il ministero del Tesoro, che detiene il 99,56% del capitale Rai.

Ma mentre la norma sul cda si applica dalla prossima consiliatura, quindi tra tre anni, le funzioni e le responsabilità dell'AD vengono attribuiti da subito all'attuale direttore generale.

Il dg attuale è Antonio Campo Dall'Orto, 50 anni, vicino al premier Matteo Renzi, già direttore di Mtv Italia e de La7, ex dirigente di Viacom e membro del cda di Poste Italiane.

L'AD gestirà il personale, nominerà i dirigenti di primo livello (compresi direttori di rete, di canale e testata ma, in questo caso, previo parere obbligatorio del cda, che diventa vincolante per i direttori di rete se votato a maggioranza dei due terzi), gestirà gli investimenti fino a 10 milioni di euro.

Perde poteri invece la commissione parlamentare di Vigilanza, che non eleggerà più i membri del cda e il presidente, ma avrà solo funzioni di indirizzo. Gli amministratori Rai dovranno comunque riferire in commissione ogni sei mesi.

Tra le novità introdotte dal ddl: la durata di cinque anni del contratto di servizio fra Rai e ministero dello Sviluppo Economico (previa delibera del Consiglio dei ministri); alcune regole di incompatibilità per i membri del cda; la pubblicazione dei curriculum e dei compensi dei dirigenti d'azienda e dei collaboratori non artistici.

Il ddl esclude infine la Rai e le società interamente controllate da essa dall'applicazione dei Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, per i contratti di commercializzazione, distribuzione e promozione di programmi radio-tv.

(Massimiliano Di Giorgio)

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