Pop Spoleto, Bankitalia dice che non entra in merito vicende

martedì 20 ottobre 2015 19:29
 

ROMA, 20 ottobre (Reuters) - In merito alla inchiesta giudiziaria riguardante la Banca Popolare di Spoleto e nella quale è indagato il governatore Ignazio Visco, la Banca d'Italia dice di non voler entrare nel merito e si limita a ricordare alcuni fatti.

È quanto si legge in una nota emessa in serata da via Nazionale.

"La Banca d'Italia non può entrare nel merito delle vicende recenti della Bps, sulle quali la stampa riferisce oggi di indagini da parte della magistratura", dice la nota.

Il comunicato aggiunge che Bankitalia "si limita a rammentare i seguenti fatti di pubblico dominio, ordinati cronologicamente: dal 16 luglio al 6 dicembre 2012 la Banca d'Italia conduce una ispezione presso la Bps; l'8 febbraio 2013, a seguito degli esiti di quella ispezione, il Mef, su proposta della Bi, mette Bps in amministrazione straordinaria; il 22 luglio 2013 il precedente presidente della Bps e della Spoleto Credito e Servizi, Giovannino Antonini, viene posto agli arresti domiciliari per corruzione in atti giudiziari, come risulta dalla stampa del tempo; il 18 febbraio 2014 i commissari straordinari della Bps, a ciò autorizzati dalla Bi, accettano l'offerta d'acquisto da parte del Banco di Desio e della Brianza, preferendola a un'offerta di imprenditori locali; il 31 luglio 2014 la Bps viene riconsegnata alla gestione ordinaria; il 9 e il 26 febbraio 2015 il Consiglio di Stato, rovesciando una sentenza del Tar, annulla il decreto di commissariamento per difetto di istruttoria da parte del Mef; il 20 aprile 2015 il MEF ribadisce la decisione di commissariamento; davanti al Consiglio di Stato pende un ricorso in attesa di essere discusso".

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