16 ottobre 2015 / 09:59 / 2 anni fa

ECONOMICA-Btp, Tesoro verso chiusura 2015 record, in 2016 offerta in calo

di Luca Trogni

MILANO, 16 ottobre (Reuters) - Con due mesi e mezzo di anticipo il dossier ‘debito pubblico 2015’ è già sostanzialmente archiviato per il Tesoro italiano.

Dopo le aste di metà ottobre l‘Italia ha già collocato quasi il 90% dei circa 415 miliardi di euro di titoli di Stato necessari per coprire le esigenze di funding pubblico. Il probabile finanziamento straordinario a favore di alcune Regioni per il riacquisto dei loro bond e la chiusura dei relativi derivati peserà da qui a fine anno per oltre otto miliardi ma è comunque compatibile con la stima del Tesoro di un fabbisogno statale 2015 a 65 miliardi. Oltre al fatto che l‘offerta di titoli nell‘ultima parte dell‘anno è attenuata grazie alla scadenza fiscale Irpef di dicembre.

Il bilancio è molto lusinghiero: il rendimento medio delle emissioni visto sinora è al minimo storico, poco sopra lo 0,70%, sintesi dei nuovi minimi storici toccati sull‘intera gamma dei titoli offerti. Non solo, ultimamente il mercato nelle fasi di avversione al rischio ha premiato l‘Italia con un trattamento più benevolo verso i Btp in sostituzione delle forti vendite del passato in analoga situazione. Con il risultato che il differenziale di rendimento con i Bund si sta assestando poco sopra la soglia del punto percentuale.

Centrale il ruolo della Bce che con i suoi costanti acquisti di Btp, nell‘ambito del quantitative easing, spegne sul nascere possibili spallate al debito pubblico italiano.

Da marzo a settembre Francoforte e Banca d‘Italia hanno acquistato quasi 55 miliardi di Btp ed è certo che da qui a fine anno l‘ammontare si avvicinerà agli 80, superando ampiamente i circa 65 di fabbisogno. Sul mercato, quindi, a fine anno ci saranno meno titoli di Stato rispetto alla fine del 2014, un effetto di relativa scarsità di cui il Tesoro non può che beneficiare.

IN 2016 CONTINUA EFFETTO BCE, ATTESE MENO EMISSIONI

L‘impatto positivo dell‘azione di Mario Draghi si farà sentire sul debito italiano almeno sino a settembre 2016. Nove mesi di acquisti che in base al programma Bce ridurranno ulteriormente la quantità di Btp in mano agli investitori diversi dalle banche centrali. Circa 70 miliardi di Btp finiranno nel portafoglio di Bce e Banca d‘Italia contro un fabbisogno stimato dal governo in calo a 40 miliardi.

Ne deriva anche un effetto di contenimento dei tassi di interesse che per il prossimo anno sono attesi ancora su livelli bassi anche se in lieve rimbalzo dai minimi del 2015. Aiuta anche la previsione che al molto probabile rialzo dei tassi Usa non seguirà un‘analoga mossa europea. Nel quadro di riferimento per le nuove stime macroeconomiche il governo stima un rendimento medio per i Btp a 10 anni in emissione nel 2016 al 2,41% dal 2,07% di quest‘anno.

Aiuterà anche un ammontare di titoli in scadenza - 340 miliardi circa - in calo di quasi 40 miliardi rispetto al 2015.

A caratterizzare il rinnovo del debito nel 2016 sarà la scadenza, per oltre 27 miliardi, dei primi tre Btp Italia cui si aggiunge nel settore degli indicizzati la scadenza di un Btpei per quasi 10 miliardi.

L‘attesa è che l‘offerta del Tesoro scenda sotto quota 400. “Le nostre stime preliminari si attestano a 386 miliardi” dice Chiara Manenti, esperta dell‘ufficio studi di Intesa Sanpaolo. Per l‘intero stock del debito, costituito ormai per due terzi da Btp a tasso fisso, la previsione di Intesa è di un costo medio nel 2016 al 2,9%.

Un livello in calo che, dopo molti anni, si avvicinerebbe a quello in rialzo della crescita nominale del Pil, visto nel 2016 al 2,6%.

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