BREAKINGVIEWS-Ipo Poste dovrebbe andare in porto con uno sconto

mercoledì 14 ottobre 2015 12:50
 

LONDRA, 14 ottobre (Reuters) - Poste Italiane è la più grande privatizzazione realizzata in Italia negli ultimi dieci anni e valuta la società 9,8 miliardi di euro. Ha marchio e rete distributiva forti. Ma attenzione, Poste non è per nulla un gruppo postale. Date le sfide poste dalla natura del suo business, l'Ipo deve essere fatta a grosso sconto.

Nonostante il nome, tutto l'utile operativo di Poste Italiane è generato dall'attività bancaria e assicurativa. Il business assicurativo è la parte più lineare. I suoi ricavi crescono del 10% l'anno spinti dalla domanda di prodotti di investimento alternativi ai depositi. Se si applica un multiplo di dieci volte, simile a quello di Generali, agli utili attesi per l'anno prossimo, questo business potrebbe valere appena meno di 4 miliardi di euro, secondo le stime di Intesa Sanpaolo.

Poi c'è la banca. Raccoglie depositi dagli italiani, li investe in titoli di stato e raccoglie commissioni sulla raccolta veicolata su prodotti della Cassa Depositi e Prestiti. Valutandola come una banca ordinaria potrebbe arrivare a 5,3 miliardi di euro, assumendo un ritorno dell'equity del 14% e un costo dell'equity del 10,5%.

Per ultimo c'è l'attività postale, che l'anno scorso ha registrato una perdita operativa per 504 milioni di euro.

Un contesto normativo più favorevole potrebbe frenare il declino della posta cartacea. Ciononostante, il valore oggi è basso. Intesa Sanpaolo valuta questa parte un massimo di 400 milioni di euro. Gli investitori potrebbero valutarlo semplicemente zero. Se a questo si aggiunge la divisione mobile che Mediobanca stima a 384 milioni di euro, la società nel suo complesso ha un equity value intorno alla parte alta della forchetta indicativa a 9,7 miliardi di euro.

Tuttavia, gli investitori potrebbero volere uno sconto. Il business postale potrebbe continuare a perdere per molti anni. Anche per la banca ci sono delle sfide. E' pesantemente esposta al debito italiano e i rendimenti delle sue partecipazioni sono in flessione. Servizi nuovi come quelli di asset management richiedono un ulteriore investimento. Incorporare uno sconto da Ipo, tipicamente oltre il 10% e un prezzo nella parte bassa della forchetta da 7,8-9,8 miliardi sembra saggio. Anche al governo conviene vendere ad un prezzo attraente. Deve dismettere partecipazioni per ridurre il debito, atteso vicino al 133% del Pil quest'anno. L'Ipo Poste è una operazione che deve andare in porto senza intoppi.

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