BORSA MILANO fiacca con Europa, brillano Fca e Ubi

lunedì 12 ottobre 2015 12:55
 

MILANO, 12 ottobre (Reuters) - Piazza Affari si posiziona in territorio negativo a metà seduta zavorrata da MEDIASET, TELECOM ITALIA, i principali petroliferi e la maggior parte dei finanziari con l'eccezione di UBI BANCA, galvanizzata dalla trasformazione in Spa che apre le porte ad aggregazioni.

Pesano le dichiarazioni di alcuni esponenti di punta di Federal Reserve, Fischer, Lockhart e Dudley, che hanno ribadito il messaggio lanciato recentemente dalla numero uno Yellen, ovvero che l'istituto centrale americano presumibilmente ritoccherà verso l'alto i tassi d'interesse entro quest'anno, probabilmente a dicembre, sebbene non ci sia alcun impegno assoluto in questo senso.

Complice anche qualche presa di beneficio dopo che il FTSE Mib ha guadagnato quasi il 3% nell'ultimo mese, intorno alle 12,50 il benchmark milanese arretra dello 0,33%, come l'Allshare, leggermente peggio del paniere delle borse europee FTSEurofirst 300. Tutti i principali indici europei sono in territorio negativo con l'eccezione del Dax, dove brillano le utility dopo che il ministero dell'Economia ha detto sabato che gli operatori di impianti nucleari hanno accantonato a sufficienza per lo smantellamento.

Volumi a Milano per quasi 990 milioni di euro.

A Wall Street i derivati sugli indici sono poco mossi in vista di una seduta che vede banche e mercato obbligazionario chiusi per il Columbus Day.

Tonica anche FCA. Un broker sottolinea che la forchetta di prezzo di Ferrari è inferiore a quanto circolato di recente sulla stampa ma conferma la propria view positiva sul titolo "che riteniamo possa beneficiare dallo spin off di Ferrari e del rilancio di opzioni di consolidamento del settore". Intonato positivamente tutto il settore auto sia a Milano che nel resto dell'Europa con l'eccezione di PIRELLI declassata oggi a "neutral" da "outperform" da Exane Bnp Paribas che ha anche ridotto del 19% a 15 euro il prezzo obiettivo.

MEDIASET estende le perdite di venerdì nel giorno in cui Goldman Sachs ha abbassato il prezzo obiettivo del titolo a 5,2 euro e ha tolto il titolo dalla propria "conviction buy list".

Debole SAIPEM dopo che un giornale ha parlato di un aumento di capitale "nella parte alta della forchetta rumoreggiata nelle ultime settimane" come sottolinea un broker.

"Mi sembra che il titolo scenda meno di quello che dovrebbe", osserva un operatore parlando di una stima per una ricapitalizzazione da 2,5 miliardi. "Infatti c'è poco corto sul titolo perchè costa tantissimo prenderlo a prestito dal momento che ce n'è poco in giro", spiega.   Continua...