BORSA MILANO cede oltre 2% dopo vittoria 'No' in referendum Grecia

lunedì 6 luglio 2015 09:31
 

MILANO, 6 luglio (Reuters) - Piazza Affari ha aperto in deciso calo dopo che la Grecia ha respinto nel referendum di ieri le misure di austerità in cambio di un accordo sul debito, facendo crescere i timori per un'uscita di Atene dalla zona euro.

"Il referendum greco ha mostrato un forte sostegno al 'No' (oltre il 60%). Considerato il fatto che i creditori hanno insistito che riguardava la permanenza nell'euro, il risultato della consultazione aumenta significativamente le probabilità di un'uscita della Grecia, che è ora l'esito più probabile", spiega in una nota lo strategist di Unicredit Luca Cazzulani.

Anche il mercato azionario reagisce in maniera negativa ma non catastrofica alla vittoria del 'no' al referendum greco. Lo spread di rendimento tra Btp e Bund 10 anni nei primi illiquidi scambi si allarga a 162 punti base da 149 punti base della chiusura di venerdì.

Intorno alle 9,15 l'indice FTSE Mib perde il 2,42%, tornando sotto la soglia dei 22.000 punti a 21.963 punti. Il benchmark europeo FTSEurofirst lascia sul terreno l'1%.

I titoli bancari, più sensibili alle vicende greche e ai movimenti sul mercato obbligazionario, registrano le maggiori perdite, con BANCO POPOLARE e MPS, UBI che cedono oltre il 3% nelle prime battute. UNICREDIT perde il 2,98% e INTESA SANPAOLO il 2,77%.

YOOX è entrato poco dopo l'apertura in asta di volatilità, dopo aver segnato un calo del 6,7%. Trascorso qualche minuto, il titolo è tornato a scambiare e ora cede il 2,6%.

In forte calo anche gli energetici, con ENI che perde circa l'1,5%.

ENEL, l'altro colosso del FTSE Mib, lascia sul terreno il 2,3%.

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