Milan, progetto stadio ha carte in regola per ok Fiera - Berlusconi

venerdì 3 luglio 2015 13:59
 

MILANO, 3 luglio (Reuters) - A pochi giorni dalla tutt'altro che scontata decisione di Fiera Milano sulla destinazione dell'area del Portello, il presidente del Milan Silvio Berlusconi si dice certo che il progetto dello stadio del club rossonero abbia tutte le carte in regola per essere scelto e assicura possa garantire nel lungo periodo benefici per i residenti della zona, mobilitatisi in un comitato contro la realizzazione.

"Non abbiamo dubbi che la proposta del Milan possa essere accettata", ha sottolineato Berlusconi, ribadendo che la società intende adeguarsi alla strategia perseguita da altri club, nazionali ed esteri, sullo stadio di proprietà, concepito non solo come campo di gioco, ma come centro multiservizi, con negozi e ristoranti.

Un impianto, ha ribadito l'ex premier nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Sinisa Mihajlovic, che sarà "un salotto per la città", raggiungibile "senza auto", e che a dopo "i primi due anni in cui potrà dare qualche disturbo" ai residenti per i lavori di costruzione, farà "immediatamente aumentare il valore degli immobili".

Il progetto del Milan è uno dei due in corsa, insieme a Milano Alta di Vitali-Stam Europe, incentrata su una passeggiata ciclopedonale sopraelevata, per la riqualificazione di parte dell'area della Fiera del Portello, su cui Fiera Milano si esprimerà in via definitiva il 6 luglio.

Per quanto riguarda le modalità di finanziamento del progetto, Berlusconi ha spiegato che deve ancora essere presa una decisione.

"Al momento opportuno decideremo se farlo direttamente noi, oppure ci sono dieci offerte tra fondi e altro per finanziare la costruzione dello stadio, naturalmente dietro l'impegno del Milan di fruirne assicurando un canone di locazione per almeno dieci anni".

Per quanto riguarda l'accordo con l'uomo d'affari thailandese Bee Taechaubol, che sta trattando in esclusiva l'acquisizione del 48% della società rossonera per 480 milioni, Berlusconi ha affermato di essere stato convinto a ridurre la sua quota dal piano di commercializzazione del brand "in Cina e in altri 9 paesi asiatici", ovvero area del mondo dove si concentra la grande maggioranza di simpatizzanti, "pari in tutto a 340 milioni".

In attesa del closing dell'accordo, comunque, la campagna acquisti del Milan, ha voluto precisare Berlusconi, è stata finora condotta con "soldi che arrivano dalla mia famiglia".

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