July 1, 2015 / 4:13 PM / 2 years ago

Intesa SP valuta cessione controllo A4 holding, fra interessati Abertis - fonti

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di Stefano Bernabei e Paola Arosio

ROMA/MILANO, 1 luglio (Reuters) - Intesa SP sta iniziando a raccogliere manifestazioni di interesse per una eventuale cessione della quota di controllo nel gestore autostradale A4 holding, secondo quanto hanno riferito a Reuters diverse fonti che seguono il dossier.

Una iniziale scadenza al 9 luglio per presentare delle offerte non vincolanti per la holding del Nord-Est dovrebbe essere prorogata per dare più tempo ai potenziali interessati di valutare l'operazione, ha spiegato una delle fonti. A metà-fine luglio la situazione dovrebbe essere più chiara.

Secondo fonti di mercato, A4 Holding potrebbe avere un valore nell'ordine di 800 milioni di euro. La concessione è stata rinnovata al 2026 e il concessionario deve entro i prossimi sei mesi definire il nuovo investimento sulla (A31) Valdastico. L'interesse per l'asset, spiega una delle fonti, è per il valore di subentro, definito interessante, che è quanto riceverebbe l'attuale concessionario per gli investimenti non ammortizzati al momento della scadenza della concessione.

Tra i bidder, la spagnola Abertis segue da tempo questo dossier ma, secondo la fonte, il suo interesse per l'autostrada italiana avrebbe trovato resistenze nella politica locale.

La presenza di Abertis tra i soggetti interessati è confermata anche da una seconda fonte, che però non sa se il gruppo spagnolo presenterà alla fine un'offerta.

La A4 holding, gestore autostradale della Brescia Padova (A4) e della Valdastico (A31), è controllata al 44,85% da Re Consult, in cui Intesa SP ha circa il 66% e in cui è presente Astaldi con il 31,5% (pari a una quota in trasparenza di circa del 14% della A4 holding). Intesa SP ha anche una quota del 6,54% tramite Equiter, controllata al 100% dalla banca.

La quota offerta da Intesa è per un complessivo 51% che include sia la partecipazione del 44,85% di Re Consult (quindi inclusa anche la quota di Astaldi) sia il 6,54% di Equiter, ha spiegato una delle fonti che segue il dossier.

Astaldi ha detto di recente che intende valorizzare questa partecipazione nel suo piano industriale, conferendola a un fondo infrastrutturale creato ad hoc, ma non esclude una eventuale cessione separata se sarà più conveniente.

Nel capitale sono presenti con quote complessivamente del 32,23% gli enti pubblici del territorio, con Verona che ha da sola il 10,3% tramite provincia, Comune e Camera di Commercio.

Tra i soci di minoranza anche Banco Popolare con il 2,7% e Pop Vicenza con una quota marginale.

Interessati ad accedere alla due diligence, secondo le fonti sono anche F2i, Gavio, Toto e Atlantia. Una fonte parla di "una decina scarsa" di soggetti interessati.

Un portavoce di Toto Holding ha confermato l'interesse: "E' una opportunità che andremo a vedere, è il nostro mestiere", ha detto.

Anche Finint, merchant bank del Nord-Est fondata da Enrico Marchi e Andrea de Vido, guarda a questa operazione, secondo una fonte, con un possibile ruolo di coordinatore di un consorzio di investitori locali.

Nessun commento dagli altri interessati.

Hanno contribuito, da Milano Massimo Gaia, da Madrid Robert Hetz

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