26 giugno 2015 / 14:41 / 2 anni fa

Grecia, proposta Atene differente su Iva, pensioni e privatizzazioni

BRUXELLES, 26 giugno (Reuters) - Le divergenze tra il testo proposto da Atene e quello preparato dai creditori internazionali per sbloccare i negoziati sulle riforme di politica economica e fiscale in cambio di sostegno finanziario alla Grecia riguardano principalmente tre aree - pensioni, tassazione e privatizzazioni.

Finora slittato, un compromesso tra la posizione del governo guidato da Alexis Tsipras e le istituzioni che rappresentano i creditori va assolutamente raggiunto in occasione del nuovo incontro dei ministri finanziari della zona euro di domani - il quinto negli ultimi dieci giorni - in agenda domani a Bruxelles.

La proposta messa sul tavolo dall'esecutivo ellenico prevede un incremento delle entrate pari a 0,93% del Pil su base annua - 1% la richiesta Ue-Bce-Fmi - derivante dalla riforma del regime fiscale Iva.

A differenza di quanto chiedono i creditori, Atene intende risparmiare dall'aliquota Iva più elevata pari a 23% alberghi e ristoranti, considerando che il turismo è uno dei pochissimi punti di forza dell'economia greca.

Syriza chiede inoltre di mantenere l'attuale regime di Iva agevolata - uno sconto del 30% - in vigore sulle isole, anche in questo caso tra le principali fonti di gettito.

Ulteriori punti di divergenza riguardano la spesa militare, che i creditori internazionali chiedono di tagliare l'anno prossimo di 400 milioni mentre Atene ne propone 200.

Come stimolo alle entrate il governo ellenico prevede invece di introdurre un'imposta una tantum pari a 12% sui redditi societari superiori a 500.000 euro. Un'altra proposta è quella di cedere le licenze per la telefonia mobile 4G e 5G.

Quanto al settore politicamente delicato come quello previdenziale, il governo si dice pronto a "sostituire", ma non azzerare, il contributo di solidarietà alle pensioni più basse entro la fine del 2018.

Ue, Bce e Fondo monetario chiedono invece la cancellazione completa del contributo di solidarietà entro il 2019.

Un altro punto di divergenza riguarda i contributi che i pensionati devono versare al sistema sanitario: Atene propone un aumento da 4% a 5% mentre i creditori chiedono il 6%.

I creditori chiedono infine la privatizzazione della società di trasmissione elettrica Admie, misura che Atene rifiuta.

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