25 giugno 2015 / 14:30 / 2 anni fa

PUNTO 1-Tesoro stipulerà nuovi derivati solo a copertura rischi cambio

(Aggiunge dichiarazioni e background)

ROMA, 25 giugno (Reuters) - Il ministero dell'Economia cambia strategia sui derivati e dice che in futuro assumerà nuove posizioni solo per cautelarsi dal rischio di cambio in caso di emissioni in valute diverse dall'euro.

L'annuncio arriva dal direttore generale del Tesoro, Vincenzo La Via, che motiva la scelta con il mutato contesto di mercato, caratterizzato da tassi molto bassi da quando la Banca centrale europea (Bce) ha avviato l'acquisto di titoli sovrani nell'ambito del Quantitative easing.

"Oggi sul mercato c'è un contesto molto favorevole per mitigare il rischio di tasso offrendo una maggior quantità di titoli a lungo termine. Queste condizioni rendono meno conveniente ricorrere al mercato dei derivati", ha detto La Via durante un'audizione alla Camera.

Le operazioni del Tesoro alimentano da anni polemiche di ogni genere. Una delle accuse più ricorrenti è che, attraverso i derivati, l'Italia sia riuscita a ridurre artificiosamente il deficit entro i parametri richiesti dall'Europa per l'adesione alla moneta unica, a fine anni Novanta.

La Via esclude "qualsiasi ipotesi di occultamento di parti di debito pubblico" e definisce "infondati i timori di cattive sorprese sui conti pubblici".

Le statistiche di Eurostat mostrano che i derivati hanno aumentato la spesa pubblica di 12,7 miliardi tra 2011 e 2014, quasi 17 miliardi considerando anche gli aggiustamenti contabili che incidono sul debito pubblico.

Il Tesoro ha sempre sostenuto di aver utilizzato i derivati come assicurazione contro il rischio di un aumento dei tassi, soprattutto durante gli anni peggiori della crisi finanziaria.

La politica della Bce però ha fatto crollare i tassi di interesse e lo scenario contro il quale il Tesoro aveva deciso di cautelarsi non si è verificato. La conseguenza è che oggi la Repubblica italiana paga alle banche controparti controparti un tasso medio di circa il 4%, mentre riceve generalmente il tasso Euribor a 6 mesi, pari allo 0,05%.

A fine 2014 il mark to market (Mtm) di tutti i contratti era negativo per 42,6 miliardi. Questo significa che il Tesoro avrebbe dovuto versare alle controparti 42,6 miliardi in caso di chiusura simultanea di tutti i derivati al 31 dicembre dello scorso anno.

Ma "il mark to market ha solo un'importanza limitata, se non addirittura fuorviante", dice La Via. "È concettualmente assurdo caratterizzare come perdite le caratteristiche di questa strategia nel caso che l'evento rischioso, cioè la salita dei tassi, non si sia verificato".

"Sarebbe ugualmente scorretto descrivere come guadagno o peggio vincite le conseguenze di un rialzo dei tassi", aggiunge La Via annunciando nei prossimi mesi la prima edizione di un rapporto, che a regime avrà cadenza annuale, sulla gestione del debito pubblico.

(Giuseppe Fonte)

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