Ipo, ok a quotazione Bomi su Aim, debutto 26/6, capitalizazione 42 mln

martedì 23 giugno 2015 18:41
 

MILANO, 23 giugno (Reuters) - Borsa Italiana comunica che Bomi Italia ha ammesso alle negoziazioni le azioni ordinarie e le obbligazioni convertibili su Aim Italia/Mercato Alternativo del Capitale.

L'inizio delle negoziazioni, si legge in un comunicato, è fissato per venerdì 26 giugno.

L'ammissione è avvenuta a seguito del collocamento di 3.999.500 nuove azioni ordinarie senza indicazione del valore nominale, di cui massime 2.909.000 azioni a valere sull'aumento di capitale destinato al collocamento istituzionale e massime 1.090.500 azioni a valere sull'aumento di capitale destinato all'offerta retail, nonché di un'ulteriore collocamento istituzionale di 1.500 obbligazioni convertibili.

Il prezzo unitario delle azioni ordinarie oggetto di collocamento è stato fissato in 2,75 euro, con una capitalizzazione, assumendo l'integrale efficacia dell'esercizio dei warrant, pari a circa 42 milioni.

La quotazione comporta il rimborso integrale del prestito obbligazionario da 1,5 milioni emesso in precedenza e sottoscritto in maggioranza da First Capitale.

I warrant associati all'obbligazione sono stati esercitati, con diritto all'attribuzione di 728.151 azioni di compendio e con integrale sottoscrizione, pertanto, del relativo aumento di capitale a servizio, per un ammontare complessivo di 1,5 milioni.

Gli azionisti Palmberg International, Giorgio Ruini, Innovation & Opportunity ,Giuseppe Ferrario, Roberto Rovida, Rosetta Ranno, Stefano Camurri, Marco Ruini e Silvia Ruini hanno concesso a Banca Popolare di Vicenza, nella qualità di global coordinator, un'opzione di acquisto di massime 545.000 ulteriori azioni ordinarie al prezzo di collocamento.

L'ammontare complessivo dell'offerta, considerato l'esercizio integrale della greenshoe, ammonta a 19,4 milioni.

Il flottante sarà pari al 18,86% del capitale sociale. Nell'ipotesi di esercizio della greenshoe e integrale efficacia dell'esercizio dei warrant, i nuovi azionisti, non vincolati da accordi di lock-up superiori a sei mesi, deterranno circa il 33,6% del capitale sociale della società.   Continua...