PUNTO 1-Whirlpool, in piano industriale conferma Carinaro - Cisl

martedì 23 giugno 2015 15:20
 

(Aggiunge fonte sindacale)

ROMA, 23 giugno (Reuters) - Nel piano industriale presentato dalla Whirlpool ai sindacati c'è la conferma che il sito industriale di Carinaro, in provincia di Caserta, resterà aperto e che occuperà all'inizio 320 lavoratori, rispetto agli 815 attuali.

Lo ha detto oggi in una nota Marco Bentivogli, segretario della Fim Cisl.

"Nel corso dell'incontro di oggi è stato presentato il nuovo piano industriale. Il piano contiene 513 milioni di euro più 30 milioni già avviati, rientro di 650.000 pezzi da Turchia, Cina e Polonia, la conferma dell'Italia come centro di eccellenza dell'area Emea dove saranno concentrati il 75% degli investimenti di ricerca e sviluppo pari a 90 milioni all'anno", ha detto il leader sindacale.

"Il nuovo piano non genera esuberi strutturali e prevede missioni industriali per tutti i siti, aumentando la saturazione media dei siti dal 55% al 70% e 6,25 milioni pezzi annui".

A Carinaro sarà concentrata tutta l'attività dell'area Emea (Europa, Africa e Medio Oriente) di componentistica relativa ad accessori e ricambi, dice la nota, secondo cui sarà utilizzata tutta l'area attuale dello stabilimento e saranno presenti "in partenza 320 lavoratori su 18 turni (3 turni di 6 ore a 5 squadre dal lunedì al sabato) con forti possibilità di crescita".

Secondo una fonte sindacale, però, dei 320 dipendenti 200 lavorerebbero normalmente mentre altri 120 sarebbero inseriti a rotazione negli ammortizzatori sociali ("un anno di cassa integrazione e due anni di contratti di solidarietà").

Per i restanti 500 lavoratori che non rientreranno a Carinaro, dice la fonte, "il piano di gestione degli esuberi sarebbe così articolato: 200 potrebbero agganciare la pensione nei prossimi anni, 150 si conta che potrebbero accettare gli incentivi per la mobilità volontaria, 50 potrebbero accettare il trasferimento incentivato a Varese e 100 sarebbero trasferiti a Napoli".

La Fim Cisl ha chiesto di aumentare gli incentivi già proposti e anche le garanzie sulla cessione dello stabilimento di None, in Piemonte, e il trasferimento di Albacina a Melano.

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