23 giugno 2015 / 07:08 / tra 2 anni

PUNTO 1-UniCredit, entro fine anno ritocchi a piano per nuovo scenario-Ceo

(Aggiunge altre dichiarazioni, dettagli)

MILANO, 23 giugno (Reuters) - UniCredit effettuerà dei ritoccchi al piano industriale 2013-2018 entro la fine dell‘anno per tenere conto del nuovo scenario economico e dei bassi tassi interesse.

Lo ha detto il Ceo Federico Ghizzoni nel corso di un incontro con i giornalisti nella serata di ieri, specificando che non si tratta di un nuovo piano ma di alcuni aggiustamenti.

In particolare, spiega Ghizzoni, “stiamo valutando una serie di misure per il contenimento dei costi...e rilancio sul fronte ricavi”.

Il focus sarà su fee e commissioni piuttosto che sul margine di interesse.

UniCredit sta cercando di far crescere la propria presenza internazionale al di fuori dell‘Europa e rafforzarsi in Cina, Medio Oriente e America centrale e meridionale, ha detto Ghizzoni.

“Non con acquisizioni ma attraverso alleanze con istituti locali”, ha specificato.

Sul fronte dell‘azionariato il Ceo ha detto che la quota in capo a soci libici, pari a poco più del 4%, è “in effetti bloccata”.

“Per noi non cambia niente ma prendiamo atto che ci sono più interlocutori”, dice Ghizzoni.

La Banca Centrale Libica, insieme con la Libyan Foreign Bank, detiene il 2,914% del capitale, la Libyan Investment Authority l‘1,25%, secondo i dati depositati nell‘ultima assemblea.

Lo scorso maggio i vertici della banca hanno ripreso i contatti con gli azionisti libici che hanno detto di volere gestire più attivamente la loro partecipazione.

Quanto al progetto sui crediti ristrutturati con Intesa Sanpaolo e Kkr Ghizzoni ha detto che l‘accordo ufficiale sarà concluso nei prossimi giorni.

Al momento non si sono altre banche in vista “ma la piattaforma è aperta” e pertanto eventuali istituti interessati “possono rientrare quando vogliono”, dice.

Sul tema Grecia Ghizzoni ha detto che bisogna fare il possibile per evitare il default a beneficio di tutta la zona euro.

Ritiene tuttavia che se questa eventualità dovesse verificarsi sarebbe un problema soprattutto per Atene, in quanto per l‘eurozona sarebbe gestibile nel medio termine.

Nel breve ci potrebbe essere volatilità nel cambio euro-dollaro e un impatto sui tassi nei Paesi della periferia tra cui l‘Italia, ha detto Ghizzoni.

(Stephen Jewkes)

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