22 giugno 2015 / 11:58 / tra 2 anni

Utility cambino pelle, servono interventi per crisi termoelettrico - AD Engie

MILANO, 22 giugno (Reuters) - La crisi del termoelettrico spinge il gruppo Engie (ex Gdf-Suez ) a puntare su un nuovo modello di business che si basi sulla cosiddetta transizione energetica a seguito del boom delle rinnovabili, ma occorrono interventi regolatori adeguati.

E’ quanto ha detto l‘AD di Engie Italia, Aldo Chiarini, a margine di un forum sull‘energia.

“Il mondo che c‘era prima non esiste più e per questo le utility devono cambiare pelle. Noi come Engie siamo piccoli nella generazione elettrica in Italia, siamo interessati alla transizione energetica e abbiamo le rinnovabili. Il mondo che c‘era prima oggi non esiste più”, ha detto il manager riferendosi alla crisi del settore termoelettrico sottoutilizzato ormai da tempo.

Secondo i sindacati, 10.000 addetti sono a rischio in Italia proprio a causa della crisi.

“Il ruolo delle centrali termoelettriche è di fare il back up alle rinnovabili e sono necessari una serie in interventi regolatori per consentire la sicurezza e la stabilità del sistema”, ha aggiunto Chiarini secondo il quale in Engie Italia non ci sono più esuberi. “Il problema è stato risolto per noi”.

(Giancarlo Navach)

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