28 aprile 2015 / 15:53 / tra 2 anni

Enel, piano dismissioni si scontra con problemi slovacca Se

* Premier slovacco dice che si opporrà attivamente alla cessione

* Domani incontro fra Fico e Starace per sbrogliare vicenda

* La cessione di Slovenske è parte di dismissioni Enel da 5 mld

di Stephen Jewkes e Jason Hovet

MILANO/PRAGA, 28 aprile (Reuters) - Il premier slovacco Robert Fico e l‘Ad di Enel Francesco Starace hanno in programma un incontro domani per trovare un accordo sull‘intenzione del gruppo italiano di mettere in vendita il 66% detenuto in Slovenske Elektrarne.

Enel altrimenti rischia di dover riscrivere il suo piano di cessioni da 5 miliardi di euro, vista la polemica che si è accesa con il governo slovacco intorno alla cessione di Se, il maggior gruppo elettrico del Paese.

Il gruppo elettrico ha messo la vendita della partecipazione di Se in testa all‘elenco di cessioni per finanziare la crescita e ridurre l‘indebitamento.

Da settimane Fico fa dichiarazioni di guerra contro l‘utility italiana dicendo che si “opporrà attivamente alla vendita”. Oggi ha aggiunto che chiederà a Enel i 490 milioni guadagnati con l‘impianto Gabcikovo.

Un banchiere d‘affari che conosce il settore prevede che “la vendita potrebbe trascinarsi per anni e che la vera questione non è chi la acquisterà, ma che cosa il governo consentirà a Enel di vendere. Non sembra se ne possa venir fuori nel breve periodo”.

Fico chiede che Enel completi la realizzazione dei due reattori nucleari del secondo gruppo nell‘impianto di Mochovce, la cui costruzione ha subito ritardi e aumenti di costi a causa dell‘inasprimento delle norme di sicurezza europee dopo l‘incidente di Fukushima. Il costo della ristrutturazione dell‘impianto è ora stimata 4,1 miliardi di euro.

Sbrogliare la matassa del completamento dell‘impianto di Mochovce, con i suoi costi e ritardi, sarà il parametro su cui si discuterà per qualsiasi accordo.

Enel ha chiesto agli investitori interessati all‘acquisto di presentare delle offerte entro il 9 maggio.

Al gruppo italiano sono arrivate manifestazioni di interesse da parte di 4 aziende: le due società ceche Cez ed Eph, l‘utility finlandese Fortum e il raggruppamento ungherese composto da Mol e dalla compagnia pubblica Mvm Group.

La società statale Cez, che ha il resto del capitale, ha detto che non ha nulla da offrire se il problema dell‘impianto nucleare non viene risolto.

(Hanno collaborato Jan Lopatka, Tatiana Jancarikova, Arno Schuetze)

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