Derivati, Padoan annuncia di voler ristrutturare alcuni contratti

lunedì 27 aprile 2015 14:45
 

ROMA, 27 aprile (Reuters) - Il Tesoro cambia strategia sull'uso dei derivati e, dopo anni di polemiche e sospetti, dice di voler ristrutturare gradualmente alcune posizioni rivelatesi troppo costose dopo il forte ribasso dei tassi di interesse.

Incontrando la stampa estera a Roma, il ministro Pier Carlo Padoan annuncia una fase di "phasing out", da gestire con attenzione perché inevitabilmente comporta dei costi per le finanze pubbliche.

I derivati hanno aumentanto la spesa pubblica di oltre 12 miliardi tra 2011 e 2014.

A fine 2014 i contratti in portafoglio alla Repubblica italiana hanno accumulato un 'mark to market' negativo per 42,6 miliardi. Questo significa che il Tesoro avrebbe dovuto versare alle controparti 42,6 miliardi in caso di chiusura simultanea di tutti i derivati al 31 dicembre dello scorso anno.

Padoan osserva che il mark to market non è esigibile in qualsiasi momento e pertanto "non si traduce in un esborso immediato", ribadendo quanto aveva detto in Parlamento la responsabile del debito pubblico, Maria Cannata.

Il Tesoro dice di aver utilizzato i derivati per assicurarsi contro il rischio di un aumento dei tassi di interesse, soprattutto all'apice della crisi finanziaria.

Ma, come spiega il ministro, la politica monetaria della Bce ha progressivamente ridotto il costo del denaro agli attuali minimi storici.

"Proprio perché le decisioni sui derivati devono riflettere il quadro macroeconomico che ci dobbiamo aspettare nel futuro, le decisioni prese avendo a mente un quadro macro diverso saranno progressivamente 'phased out', tolte di mezzo. Naturalmente questo comporta dei costi e quindi lo stiamo facendo minimizzando i costi di phasing out", spiega Padoan.

L'uso dei derivati è balzato agli onori delle cronache a partire dalla fine del 2011, quando il Tesoro ha versato a Morgan Stanley 3,1 miliardi di euro in conseguenza di una clausola di 'Additional termination event' presente in alcuni contratti.   Continua...