Francia, anomalia di fabbricazione in un reattore nucleare EPR

martedì 7 aprile 2015 13:34
 

PARIGI, 7 aprile (Reuters) - L'autorità di sicurezza nucleare francese (Asn) ha annunciato oggi di essere stata informata dal gruppo Areva dell'esistenza di un'anomalia nella composizione dell'acciaio di alcune parti del coperchio e del fondo del serbatoio del reattore nucleare dell'EPR di Flamanville, in Normandia.

In un comunicato, l'Ans precisa che alcuni test condotti a fine 2014 dal gruppo nucleare hanno dimostrato "la presenza di una zona con una concentrazione importante di carbonio e che porta a valori di resilienza meccanica più deboli del previsto".

Areva prevede di realizzare a partire dalla fine di aprile una nuova campagna di test per conoscere precisamente la localizzazione della zona interessata e le sue proprietà meccaniche, precisa l'Asn, aggiungendo di aver informato le agenzie straniere di sicurezza nucleare di altri paesi interessati alla costruzione di reattori EPR (reattore europeo di terza generazione ad acqua pressurizzata).

Areva è attualmente impegnata in una disputa sulla costruzione del reattore finlandese EPR con il cliente Teollisuuden Voima (TVO). Altri reattori dello stesso tipo sono in costruzione in Cina.

Il serbatoio di un reattore è un componente particolarmente importante per la sicurezza, perché contiene il combustibile.

In un comunicato il ministro dell'Energia, Ségolène Royal, ha detto che attende i risultati dei nuovi test per ottobre.

EDF, che utilizzerà la centrale interessata, aveva annunciato a novembre scorso un nuovo ritardo nella costruzione dell'EPR, il cui avvio è già stato ritardato di un anno, e fissato per il 2017.

In un comunicato, EDF aveva attribuito il rinvio alle "difficoltà" registrate da Areva in particolare per assicurare la consegna di certi componenti, quali lo stesso coperchio e le strutture interne della cisterna del reattore.

La costruzione dell'impianto è cominciata nel 2007. L'EPR doveva essere connesso alla rete elettrica nel 2012, ma l'apertura è stata rinviata diverse volte.

Il costo è attualmente stimato in 8,5 miliardi di euro.

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