March 30, 2015 / 11:24 AM / 2 years ago

PUNTO 1-Autostrade, sì direttiva Ue, no articolo 5 Sblocca Italia-Palenzona

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(Aggiunge background)

ROMA, 26 marzo (Reuters) - Il settore autostradale chiede che l'Italia acceleri il recepimento della direttiva Ue sulle concessioni per avere regole chiare e tempi certi per gli investimenti, ritenendo così superate le specifiche norme del decreto Sblocca Italia per le quali sarebbe comunque stato necessario l'assenso di Bruxelles.

In una dichiarazione diffusa a margine dell'associazione europea delle concessionarie autostradali, a Bruxelles, il presidente dell'associazione delle concessionarie autostradali (Aiscat), Fabrizio Palenzona, ha detto che "le soluzioni previste dall'articolo 5 dello Sblocca Italia siano da ritenersi superate alla luce delle nuove norme contenute nella Direttiva Europea 23/2014 relativa alle concessioni".

Aiscat rappresenta 27 concessionarie di autostrade e trafori a pedaggio per oltre 6.000 chilometri di rete. Il settore ha investito nel 2013 oltre 2 miliardi (nel periodo 2008-2013 oltre 11 miliardi).

La direttiva non tocca le concessioni aggiudicate prima dell'aprile 2014 e deve essere recepita dai Paesi membri entro il 18 aprile 2016, "in modo da consentire una più efficace pianificazione degli investimenti", dice il presidente dell'Aiscat.

L'articolo 5 del decreto Sblocca Italia riguardava le concessioni autostradali con la doppia finalità, più volte sostenuta dall'ex ministro Maurizio Lupi, di mantenere moderazione degli incrementi tariffari senza rinunciare agli investimenti (che le tariffe remunerano), attraverso accorpamenti di concessioni e allungamento della loro durata.

Perplessità sulla praticabilità di questa norma erano venute a febbraio dal presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone.

Palenzona chiede poi semplificazioni per il settore degli appalti, per i quali c'è anche una direttiva specifica da recepire.

Il decreto cosiddetto Sblocca Italia, sul quale il governo aveva chiesto il voto di fiducia, è stato convertito in legge lo scorso novembre.

Oggi in una intervista a Repubblica, l'AD di Atlantia Giovanni Castellucci ha detto che la Legge Obiettivo, norma del 2001 per dare priorità alle grandi opere, "ha fatto il suo tempo: la realizzazione delle infrastrutture deve uscire da un permanente stato di emergenza e quindi dalle leggi speciali". Castellucci, che con la Bocconi ha promosso una iniziativa per un Manifesto per una nuova cultura delle infrastrutture, suggerisce anche di rivedere le regole sugli appalti: "Innanzitutto serve un'operazione di semplificazione, vanno contenute e meglio supportate le stazioni appaltanti. Poi servono progetti di maggiore qualità, che unitamente a meccanismi di pre-qualifica e forme contrattuali di trasferimento del rischio più stringenti permettano di arrivare all'obiettivo di un 'prezzo chiuso' in fase di gara».

(Stefano Bernabei)

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