BORSE ASIA-PACIFICO - Indici contrastati, pesa Pmi Cina

martedì 24 marzo 2015 08:46
 

INDICE                          ORE 8,30    VAR %   CHIUS. 2014
 MSCI ASIA-PAC.                      488,82   +0,21       467,23
 TOKYO                            19.713,45   -0,21    17.450,77
 HONG KONG                        24.414,68   -0,33    23.605,04
 SINGAPORE                         3.412,32   +0,07     3.365,15
 TAIWAN                            9.731,66   -0,27     9.307,26
 SEUL                              2.041,37   +0,23     1.915,59
 SHANGHAI COMP                     3.691,95   +0,11     3.234,68
 SYDNEY                            5.969,08   +0,22     5.411,02
 MUMBAI                           28.284,06   +0,33    27.499,42
    24 marzo (Reuters) - Le borse dell'area Asia-Pacifico
oscillano tra il territorio positivo e il negativo dopo
l'inattesa flessione, ai minimi da 11 mesi, del dato preliminare
sull'attività manifatturiera cinese a marzo.
    La stima flash dell'indice Pmi a cura di Hsbc è scesa a 49,2
questo mese, sotto il livello dei 50 punti. Gli economisti
sentiti da Reuters prevedevano un livello di 50,6, leggermente
inferiore al Pmi finale di febbraio di 50,7. 
    Intorno alle 8,30 italiane l'indice Msci dell'area
Asia-Pacifico, che non comprende Tokyo, sale
dello 0,21%.
    HONG KONG è in calo in una seduta segnata dalle prese di
beneficio dopo il calo del Pmi industriale cinese. Prada
 guadagna lo 0,78%.
    SHANGHAI ha recuperato le ingenti perdite iniziali mettendo
a segno la decima chiusura positiva consecutiva. Gli investitori
hanno approfittato delle correzioni intraday per comprare
azioni, convinti che il mercato abbia ancora margini di
crescita. Il Pmi di marzo, indicando un rallentamento
dell'attività manifatturiera, rafforza la causa di chi chiede
più iniezioni di liquidità e il proseguimento della politica di
stimoli alla seconda economia mondiale.
    SEUL ha chiuso ai massimi da sei mesi. Gli investitori
stranieri sono stati acquirenti netti per l'ottava seduta
consecutiva.
    SYDNEY ha chiuso leggermente positiva, sostenuta dai
guadagni del comparto energetico e minerario, che hanno
beneficiato del rafforzamento dei prezzi delle commodities. Il
principale indice azionario rimane vicino alla soglia dei 6.000
punti, che però appare ancora invalicabile.
    
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