Apple, chiusa inchiesta su presunta evasione 879 mln. Verso richiesta giudizio per tre

lunedì 23 marzo 2015 21:16
 

MILANO, 23 marzo (Reuters) - La procura di Milano ha depositato l'atto di chiusura indagini nell'inchiesta che ipotizza il mancato pagamento dell'Ires da parte di Apple Italia per 879 milioni di euro dal 2008 al 2013.

Lo hanno riferito due fonti a conoscenza del dossier, aggiungendo che risultano indagati per omessa dichiarazione dei redditi (articolo 5 legge 74/2000) due manager di Apple Italia e uno di Apple Sales International in Irlanda.

Apple e l'avvocato Paola Severino (che assiste i manager), contattati per mail da Reuters per un commento, non hanno al momento risposto. Dopo la chiusura inchiesta, l'atto viene notificato ai diretti interessati.

La chiusura indagini, o 415 bis, è l'atto che apre la via alla presentazione delle richieste di rinvio a giudizio, a meno che nei 40 giorni successivi gli indagati non facciano emergere elementi che possano portare alla loro archiviazione.

In questo periodo di tempo i tre indagati, il legale rappresentante e il direttore finanziario di Apple Italia Enzo Biagini e Mauro Cardaio e il manager della società irlandese Michael Thomas O'Sullivan potranno chiedere altre indagini o di essere interrogati.

Quest'atto (che riguarda esclusivamente il fascicolo penale) non impedisce che continuino i contatti, in corso da mesi, fra Apple e l'Agenzia delle Entrate per chiudere l'accertamento fiscale con il versamento di una somma in via di discussione. In questa fase, ha detto a Reuters una fonte a conoscenza della vertenza, si tratta di calcolare gli importi da dedurre dei costi effettivamente sostenuti da Apple.

Si tratta dello stesso genere di vertenza avviata da tempo da Google con le autorità italiane per chiudere un'altra vicenda di contenzioso fiscale.

L'inchiesta, condotta dai pm Antonio Scudieri e Carlo Nocerino e dagli uomini dell'Agenzia delle Dogane, e coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco, ipotizza che, attraverso la contabilizzazione da parte della società di diritto irlandese Apple Sales International di profitti realizzati in Italia, Apple avrebbe sottodimensionato il suo imponibile, risparmiando così poco meno di 900 milioni di tasse complessivamente per gli anni oggetto dell'inchiesta.

Quando venne resa nota l'esistenza di questa inchiesta, nel novembre 2013, Apple diffuse una dichiarazione in cui, dopo aver precisato che la società "paga ogni dollaro ed euro delle tasse dovute ed è continuamente oggetto di controlli fiscali da parte di governi di tutto il mondo", affermava che le autorità fiscali italiane hanno già sottopposto Apple Italia ad audit nel 2007, 2008 e 2009 confermando la piena conformità ai requisiti di trasparenza Ocse.

(Emilio Parodi) -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia