March 19, 2015 / 1:48 PM / 2 years ago

PUNTO 1-Bad bank, negoziato Italia-Ue per ora arenato - fonti

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(Aggiunge altre dichiarazioni, contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 19 marzo (Reuters) - Il negoziato tra Italia e Unione europea su una società munita di garanzie statali che compri dalle banche i crediti anomali è per ora arenato, riferiscono fonti governative.

Nell'immediato, l'esecutivo si concentra su misure che non richiedono il via libera di Bruxelles: un regime fiscale più vantaggioso sulla svalutazione dei crediti e la riforma della procedura fallimentare per velocizzare l'escussione delle garanzie sui debiti.

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ieri si era limitato a parlare di una "soluzione leggera", senza entrare in ulteriori dettagli.

Due fonti governative spiegano a Reuters che la Commissione finora si è mostrata categorica nel giudicare il progetto italiano di 'bad bank' un aiuto di Stato. Per questo il governo pensa di "procedere in tempi rapidi con le misure regolamentari e fiscali", che possono favorire la cessione dei crediti anomali.

"Se il negoziato con Bruxelles dovesse sbloccarsi si procederà anche con il veicolo munito di garanzie, da vedere se partecipato o meno dallo Stato", ha aggiunto una delle fonti.

La montagna di crediti anomali accumulati dalle banche dopo tre anni di recessione viene considerata dal governo una delle ragioni principali della scarsa offerta di credito all'economia.

Le sofferenze lorde a gennaio 2015 hanno toccato 185,5 miliardi, quelle nette 81,3 miliardi.

Nel triennio 2011-2013 le rettifiche su crediti hanno assorbito l'85% del risultato di gestione del sistema bancario. E l'Abi stima che nel triennio 2014-2016 assorbiranno nel complesso ancora i due terzi del risultato di gestione.

Da qui il progetto di costituire una nuova società in cui far confluire le sofferenze e che si finanzi sul mercato emettendo bond garantiti dallo Stato.

Davanti agli esperti della Commissione l'Italia ha sostenuto che il suo progetto di bad bank non mira a salvare istituti in dissesto finanziario ma a rilanciare la crescita del Paese.

Ma la posizione delle strutture tecniche della Commissione è che il piano prefiguri aiuti di Stato che fanno scattare le procedure di bail-in, ossia una perdita per azionisti e detentori dei bond della banca. Ipotesi che Roma vuole evitare.

L'esecutivo di Matteo Renzi si deve concentrare quindi su quello che può fare senza dover negoziare con Bruxelles.

Le fonti parlano di una accelerazione delle procedure per l'escussione delle garanzie sui debiti che in Italia sono sensibilmente più lunghe che in altri paesi europei.

Per il momento, riferisce una fonte bancaria, non ci sono ancora vere bozze di normative ma solo scambi di proposte informali su come velocizzare le procedure. Una di queste prevede anche la creazione di Tribunali ad hoc.

Per quanto riguarda la parte fiscale, il progetto è ridurre l'arco temporale entro il quale è possibile dedurre fiscalmente le perdite da svalutazione, oggi pari a cinque anni.

L'Abi ritiene che l'attuale regime incentivi le banche a mantenere il credito ad un valore di carico più alto e chiede di dedurre tutto in un anno. Poichè questo intervento ha un costo per l'erario una delle ipotesi è che si arrivi gradualmente al nuovo regime nei prossimi tre anni.

Gli analisti, tuttavia, pensano che questo tipo di misure non avrebbe un grande impatto soprattutto nel breve periodo perchè le banche vendendo i crediti deteriorati dovrebbero svalutarli ulteriormente, subendo una perdita nei loro bilanci.

"Finché le banche si rifiutano di farsi carico di una parte sostanziale delle perdite, il piano sui bad loans non decolla", dice Vincenzo Longo, strategist di IG.

- hanno collaborato Stefano Bernabei da Roma, Silvia Aloisi, Giulio Piovaccari, Francesca Landini e Valentina Za da Milano

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