Linea Group, disponibilità teorica a trattare con A2A, proseguono contatti - fonti

venerdì 20 marzo 2015 13:09
 

MILANO, 20 marzo (Reuters) - Si intensificano i contatti fra i vertici di A2A e Linea Group, la multiutility di Cremona, Pavia, Lodi e Rovato, con l'obiettivo di arrivare a una alleanza per allargare il perimetro su base regionale. Non è da escludere che qualche novità potrebbe emergere in vista della presentazione del piano industriale della superutility di Milano e Brescia il prossimo 10 di aprile.

Secondo quanto riferisce una fonte politica dei comuni azionisti indiretti di Linea Group, "c'è una teorica disponibilità a valutare l'ipotesi di A2A che dovrebbe tradursi in una proposta che ancora non c'è", anche perché l'unico comune di colore diverso a guida leghista che difatto si era messo di traverso, Rovato, è oggi commissariato e andrà al voto a maggio. Tuttavia, gli azionisti di Linea Group stanno guardando a 360 gradi e, come sottolinea un'altra fonte, "sul futuro della utility sono aperte tutte le ipotesi, non esclusa anche quella della quotazione in Borsa".

Il presidente di A2A, Giovanni Valotti, molto attivo su questo fronte, ha incontrato più volte l'Ad di Linea Group, Franco Mazzini.

Il piano industriale di A2A prevede una crescita per acquisizioni, anche se non ci sarà una indicazione precisa con quale società si procederà, come ha precisato lo stesso Valotti di recente.

Alcuni giorni fa il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, ha detto in consiglio comunale che l'obiettivo è di fare aggregazioni a livello regionale, attraverso un modello federativo, guardando a Linea Group e ad Acsm Como, l'utility controllata dai comuni di Monza e Como e di cui A2A detiene già il 21% del capitale.

Per le quotate, comunque non ci prevedono novità dalla relazione sulla razionalizzazione delle partecipate che i comuni dovranno presentare entro fine marzo perché questa non riguarderà le aziende già in Borsa, come A2A, Acea, Iren o Hera, secondo quanto prevede l'articolo 1 della legge di stabilità. Si tratta del cosiddetto piano Cottarelli che ha disegnato la differenza fra le società di servizi pubblici che erogano i servizi finali ai cittadini e le tante società che generano servizi per i comuni stessi ed è in quest'ultime che si annidano i principali problemi.

(Giancarlo Navach)

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