Borsa Milano chiude in rialzo, dopo nuovo massimo da febbraio 2011

lunedì 16 marzo 2015 18:06
 

MILANO, 16 marzo (Reuters) - Piazza Affari ha chiuso in rialzo di circa l'1%, in sintonia con le altre borse europee, con gli investitori che scommettono sugli effetti positivi legati alla discesa dell'euro.

L'indice FTSE Mib ha chiuso in rialzo dello 0,96% a 22.930,92 punti, dopo aver superato quota 23.000 punti durante la seduta, per l'esattezza a 23.008,89 punti, il massimo da febbraio 2011. L'AllShare ha terminato in rialzo dello 0,93%. Volumi sostenuti, per un controvalore di 4,5 miliardi di euro. L'indice europeo FTSEurofirst 300 segna +1,03%.

In controtendenza ENI (-2,18%), che risente ancora del taglio della cedola del 30% circa e dello stop al programma di buyback annunciato venerdì scorso. Secondo Icbpi la riduzione della cedola era attesa, ma in misura meno consistente rispetto all'annuncio del management. Scivola anche la controllata SAIPEM , lasciando sul terreno il 4,15%. Il titolo risente della presentazione del piano strategico della controllante Eni, che non contempla la cessione della società fra gli 8 miliardi di dimissioni da realizzare.

Bene le banche, con INTESA SP che balza del 3,08% e POP MILANO in salita del 3,01%. In controtendenza MPS (-1%), dopo che ieri un quotidiano ha scritto che il presidente Alessandro Profumo potrebbe dimettersi dopo l'aumento di capitale da 3 miliardi. Negativa anche BANCA CARIGE .

In luce anche il lusso, con FERRAGAMO che guadagna il 4,29% e MONCLER del 4,17%, mentre SAFILO balza del 7,78% sulla scia del piano strategico 2020, che prevede una crescita media annua delle vendite del 6% e un incremento dell'Ebitda doppio rispetto ai ricavi, superiore alle attese del mercato.

Ben raccolte ATLANTIA (+3,1%) e AUTOGRILL (+3,96%) sulle attese degli effetti positivi legati al Giubileo straordinario che inizierà il prossimo 8 dicembre a Roma.

FCA ha chiuso in rialzo dell'1,28% dopo aver toccato nuovi massimi, e la controllante EXOR che guadagna il 4,61%, sulla scia delle dichiarazioni dell'AD Sergio Marchionne, che ha fatto i nomi di GM e Ford come possibili candidati a un'aggregazione, rendendo per il mercato più concreta questa possibilità. Restano però i dubbi degli analisti. "Una business combination con Fca sarebbe un totale capovolgimento rispetto alla strategia di Ford che ha puntato ad ottimizzare i proprio brand, piattaforme e prodotti negli ultimi anni", spiega l'analista di Evercore Isi Arndt Ellinghorst in una nota. Lo stesso analista aggiunge che anche la convenienza per GM sarebbe limitata, considerato il miglioramento della performance in Nord America e la già forte presenza in Sud America, Europa e Cina.

Vola FIDIA (+36%) dopo aver archiviato il 2014 con un utile netto di 2,8 milioni e annunciato un dividendo di 0,25 euro per azione.

Tonica anche SEAT.   Continua...